Tecniche di Nostradamus

mercoledì 13 marzo 2013

L'era dei 7000 anni


Vediamo di affrontare ancora una volta la quartina I,48.


 Passati vent'anni del regno della luna
Settemila anni un altro terrà la sua monarchia:
Quando il sole prenderà i suoi giorni lasciati
Allora si compie e termina la mia profezia.

Non c’è alcun dubbio che, nel loro complesso, i versi rivestano una intonazione apocalittica ed escatologica. Nessuna meraviglia, quindi, se centinaia o migliaia o milioni (chissà!) di “studiosi” l’abbiano interpretata in tal senso.

I settemila anni sono troppo specifici per non evocare i sei giorni della creazione e la conclusione del settimo giorno di riposo divino; il sole che prende i suoi giorni può essere facilmente associato alla conclusione della vitalità solare; il compimento della profezia, all’ultimo verso, è la ciliegina sulla torta dal momento che, essendo Nostradamus un profeta apocalittico (così dicono!), la fine della sua profezia coincide con la fine del mondo. Non c’è limite alla fantasia!

Non si creda che a pensarla così siano solo dei dilettanti. Il fior fiore degli interpreti è d’accordo! Non esageriamo… il fior fiore… magari qualche fiorellino c’è; per esempio… ehm… al momento non mi sovviene…

Non è certamente un fiorellino E. Ruir con i suoi deliri sull’epoca adamitica, gli atlantidei e gli 8 anticristi. L’ho citato per dovere di cronaca; se volete ve lo andate a leggere[1]; io davvero non ce la faccio a ritrascriverlo qui! Le mie mani si rifiutano!

De Fontbrune[2] sostiene che Nostradamus abbia voluto far coincidere la durata della sua profezia con quella della Monarchia francese, la quale si sarebbe estesa fino alla prossimità del settimo millennio, cioè, dice lui, prima del 2000 della nostra era. Forse qualcuno avrebbe dovuto dire a costui che l’ultimo re di Francia era già morto sotto la lama della ghigliottina nel 1789, qualche “giorno” prima dell’anno di pubblicazione del suo libro (1958).

Di Piantanida[3] preferisco riportare le esatte parole; semplicemente incommentabli!

Trascorsi venti anni santi o giubilari, che si celebrano appunto alla fine di ogni secolo, vale a dire dopo venti secoli dalla fondazione della Chiesa (del regno della Luna se confrontata con il Sole del Cristo, che l’illumina di luce riflessa), il Veggente precisa ancora il riferimento cronologico secondo il computo ebraico, cioè nell’anno 7000 della cacciata dei nostri progenitori dal Paradiso Terrestre, un altro terrà la Monarchia. Alla sua venuta i Cherubini impugneranno, inclinandolo, l’asse del globo, tanto che sembrerà oscillare l’intera volta del firmamento. Il Sole cesserà d’illuminare la Terra, scomparendo ini un cielo che si ripiegherà su se stesso come un libro nel chiudersi. Allora – constata Nostradamus – la mia profezia sarà consumata e compiuta.

Non posso farla tanto lunga. Perciò termino con Sampietro[4]. Secondo lui, “il regno della Luna …omissis… finirà presto dopo aver avuto il dominio per 7020 anni e il Sole tornerà a illuminare l’umanità, rendendola consapevole della sua essenza divina, affinché grazie a questa consapevolezza possa ritornare l’età dell’oro, simboleggiata da Saturno”. Amen!

Non contento, questo autore aggiunge: “L’interpretazione è del resto in perfetta sintonia con quanto il veggente scrive nella lettera a Enrico: … e passando ben oltre fino agli avvenimenti che saranno dopo l’inizio del Millennio 7, profondamente calcolato”.

Riprenderemo l’argomento la prossima volta per fare un ragionamento serio e porre fine, una volta per tutte, a questa panzana storica  “dell’inizio del settimo millennio profondamente calcolato”, sulla quale si sono sbizzarriti tutti gli interpreti apocalittici.

Se siete interessati al codice, tenetevi forte! Sono certo che apprezzerete il seguito.



[1] E. M. Ruir: Nostradamus – Les proches et derniers événements – Medicis 1953
[2] Dr De Fontbrune: Les Propheties de Maistre Michel Nostradamus – Coueslant à Cahors 1958
[3] Donato Piantanida: Nostradamus predisse la fine dei tempi – Atanor 1969
[4] L. Sampietro; Nostradamus – Settimo millennio – Piemme 2001

lunedì 11 marzo 2013

La scelta

Se, tra tutte, fossi costretto a scegliere una quartina profetica e una di struttura, non avrei dubbi: sceglierei, rispettivamente, la V,92 e il Presagio di Maggio 1555.



A dire il vero, ho già fatto questa scelta quando ho scritto il libro “Il vero codice di Nostradamus”. In quell’occasione, dovendo presentare le mie idee per la prima volta, ho scelto due quartine che, a mio parere, sono due capolavori, due miniature, due fotografie a colori.

La quartina V,92, che verte sul famoso “seggio tenuto 17 anni”, è stata spesso oggetto di disputa tra gli interpreti, che non riescono a mettere a fuoco il corretto significato e le sottigliezze dei quattro versi. Credo di avere dimostrato che esiste una sola lettura capace di spiegare ogni parola di ogni verso.
A sua volta, il Presagio di Maggio 1555, un’apparente accozzaglia di frasi deliranti, è in realtà una vera e propria “stele di Rosetta” che, in poche parole, spiega i trucchi ai quali Nostradamus fa ricorso per la codifica dei suoi lavori: inversioni, uso sapiente dei numeri, importanza della corretta pronuncia.
La stessa quartina V,92 utilizza finezze numeriche e sottigliezze linguistiche sul tipo di quelle fornite nel Presagio di Maggio 1555.

Potrei citare numerosissime altre quartine in grado di competere per concisione, bellezza e nitidezza dei dettagli, ma quelle due mi sembrano insuperabili. Soprattutto, sono incontestabili per l’oggettività e la coerenza delle spiegazioni che ho fornito.

Visto che ho già “bruciato” le carte migliori, per la dimostrazione che mi propongo dovrei scegliere adesso due quartine diverse che, comunque, reggano anch’esse a qualsiasi confronto.
Voglio sgombrare il campo da possibili equivoci: menzionando delle quartine “incontestabili”, non sto implicitamente ammettendo alcun tipo di arbitrarietà nella lettura di quartine “contestabili”. Semplicemente, molte di esse risultano incomprensibili se non vengono inserite all’interno di un più ampio contesto;  per questa ragione, non possono essere prospettate isolatamente.
Ciò vale, soprattutto, per le quartine di struttura. Ognuna di esse è un frammento di codice che assume significato solo se relazionato con altri pezzetti del mosaico. Salvo qualche eccezione, è difficile dimostrare che una quartina di struttura, considerata da sola, non ha carattere profetico. Anzi, proprio la formulazione in stile profetico (“di natura saranno uguali”) è la causa principale degli abbagli presi dagli interpreti.
Diverso è il caso delle quartine profetiche. Gli eventi “narrati” sono indipendenti l’uno dall’altro e questo ne rende più facile l’isolamento.

Per quanto riguarda le quartine del primo tipo, voglio riproporre la I,48. Ci si potrebbe scrivere sopra un intero libro. Perciò, anche se l’abbiamo già esaminata più volte, possiamo ancora individuare degli aspetti che non abbiamo mai preso in considerazione.


Per le quartine profetiche, invece, ho pensato alla II,97 con, in omaggio, la collegata V,62. Emergerà uno scenario straordinario, che ci permetterà di spaziare sull’intero mondo delle profezie, incrociando le predizioni di veggenti vissuti in epoche e Paesi diversi. Vedremo che non sarà affatto facile liquidare con pochi accenni colui che io chiamo “l’uomo delle profezie”: Giovanni Paolo II. Se la quartina V,92 (quella sul “seggio tenuto 17 anni”) era una fotografia a colori, le quartine II,97 e V,62, insieme, saranno un film in 3D.


venerdì 8 marzo 2013

Natura e fede


Il titolo di questo Blog è “Codice Nostradamus” e significa esattamente quello che il titolo promette: studio del codice che regola le celebri “profezie di Nostradamus” e che ne contiene la chiave (anzi, le chiavi) di lettura.
Questa non è una novità, avendo già affrontato questi concetti a più riprese, sia nel blog che nei miei libri. Ho anche affermato più volte che proprio a questo codice va il mio interesse, piuttosto che alla “lettura del futuro”, anche se quest’ultima può apparire più affascinante.
Il codice è qualcosa di organizzato, matematico, dimostrabile e opponibile a chiunque; al contrario, le profezie sono soggettive, discutibili, fonte di contrasto di opinioni, interpretabili (peraltro non sempre) solo a posteriori a causa dei simbolismi adottati.

Aggiungo che la battaglia sul codice, se condotta seriamente, può essere vinta; la battaglia contro le profezie è persa in partenza, se non è sorretta dalla conoscenza della chiave di lettura predisposta dal veggente.
Non tutti la pensano così; per la verità, quasi nessuno. Le eccezioni (diluite su 500 anni) si contano sulle dita di una mano. Ovviamente sono intuitive le ragioni per le quali la quasi totalità degli studiosi preferisce cimentarsi con le profezie, piuttosto che con il codice: con le profezie si può raccontare qualsiasi cosa, senza bisogno di dimostrarla; col codice, invece, bisogna dimostrare le cose che si raccontano.

Avendo ripetutamente manifestato le mie preferenze, mi viene spesso chiesto se la scoperta del codice riduce la figura di Nostradamus a quella di un abile enigmista, escludendo il carattere profetico del suo lavoro.

Prima di rispondere alla domanda, faccio notare che, in linea di principio, non esiste contraddizione tra le due cose. Che una profezia venga fatta in chiaro o sotto forma di codice, la sua essenza non cambia. In realtà, da che mondo è mondo e sotto qualsiasi latitudine, non è mai esistita profezia in chiaro. Basta pensare ai simbolismi della profezia per eccellenza, “l’Apocalisse di Giovanni”, per rendersene conto.
Nostradamus non fa eccezione; anzi, approfitta dell’uso del simbolismo per dare uniformità di stile a tutte le sue quartine. Queste, però, non sono tutte dello stesso tipo, come è detto esplicitamente nell’epistola a Enrico II:

De nature seront esgaux: mais grandement differents de foy

Di natura saranno uguali, ma grandemente differenti di fede

Nei miei libri tengo sempre a distinguere tra quartine attinenti alla struttura del codice e quartine profetiche. Queste ultime, a voler essere più precisi, comportano una ulteriore suddivisione in quartine che nascondono un messaggio indirizzato “all’utilizzatore finale” e quartine propriamente profetiche, che Nostradamus dissemina qua e là per dare prova delle sue capacità iniziatiche e, quindi, della sua affidabilità.

Da quanto detto, si evince che io non neghi il carattere propriamente profetico di alcune quartine. Nego decisamente, invece, che esista una quartina per ogni evento importante che avviene nel mondo, dal momento che Nostradamus non si è posto l’obiettivo di scrivere un diario di tutto ciò che sarebbe accaduto dopo di lui. Ovviamente non vale l’inverso; cioè, esistono eventi importanti che trovano corrispondenza in una o più quartine.
Superfluo sottolineare che chiunque prescinda dalla conoscenza del codice non è in grado, non solo di capire, ma solo semplicemente di identificare le vere quartine profetiche; inoltre, e questo vale per tutti indistintamente, è assolutamente impossibile interpretare correttamente, prima dell’evento, quello che il simbolismo intende rappresentare.

Ne prossimi post ci cimenteremo con qualche dimostrazione pratica.

martedì 26 febbraio 2013

Mabus


Nell’ambito del gruppo di quartine riguardanti la cometa, resta da esaminare la II,62, contenente un riferimento a quel Mabus sul conto del quale si è tanto favoleggiato nel corso dei secoli: anticristi, re, papi, governanti… ci si è visto di tutto: perfino Osama Bin Laden e Barack Obama; mancava solo “topo Gigio”.
Invece, come spero di avere ampiamente dimostrato, le quartine relative alla cometa sono semplicemente delle quartine di struttura. Questa non fa eccezione.

II,62

Mabus poi subito morirà, verrà,
Di gente e bestie una orribile disfatta:
Poi di colpo la vendetta si vedrà,
Cento, mano, sete, fame, quando passerà la cometa.

Come molti sanno e come sanno bene coloro che hanno letto i miei libri, nell’epistola a Enrico II Nostradamus sviluppa un enigma con due serie di intervalli biblici, entrambi sbagliati rispetto alla Bibbia e discordanti tra di loro. Quell’enigma nasconde diversi messaggi. Uno di questi verte su un episodio della vita di Nostradamus, tuttora in attesa che si renda giustizia alla verità. Ne ho accennato nel libro “Il vero codice di Nostradamus”; l’accenno è presente solo nella edizione cartacea, dalla quale riprendo il seguente brano:

…la vendetta è un piatto che si serve freddo. E di vendette devono esserne compiute almeno un paio; una, in particolare, riguarda un episodio storico di Nostradamus, naturalmente descritto in codice da lui stesso, del quale nessun biografo è a conoscenza.

E’ quella stessa vendetta di cui Nostradamus parla al terzo verso della quartina sopraindicata.

Poi di colpo la vendetta si vedrà,

Giusto per fornire un’indicazione, dico solo che è una questione di verità storica: il “furto” di una scoperta; oggi lo chiameremmo “plagio”.

Cosa racconta l’intera quartina? A parte il consueto richiamo a delle immagini apocalittiche, comuni a tutte le quartine del gruppo, è detto che:

Quando passerà la cometa (edizione A. Du Rosne)
Subito dopo verrà e morirà Mabus
Così, si realizzerà la vendetta.

Cos’è che viene dopo l’edizione A. Du Rosne? L’edizione Pierre Rigaud del 1566.
Ma, con precisione maggiore, cos’è che viene subito dopo l’edizione du Rosne? L’edizione Pierre Rigaud, subito dopo (puis tost) aver ripreso il contenuto dell’edizione du Rosne, inizia con l’epistola a Enrico II, nella quale sono contenute le due cronologie bibliche. Mabus ha una relazione con la prima di queste due cronologie, il cui totale è 4758. Do per scontato che abbiate letto uno qualsiasi dei miei libri oppure che vi procuriate l’epistola a Enrico II e facciate i vostri calcoli.

Tra le varie funzioni di questo numero, nel libro “Cabala, Templari e Graal” abbiamo trovato un collegamento con la parola Graal (4758 è una permutazione delle cifre che compongono il numero 8547, ottenuto da 77 x 111). Con lo stesso identico metodo, troviamo un collegamento con la parola “”Mabus”.

Infatti, sulla base della tabella di Gematria contenuta nel libro, otteniamo:

M
A
B
U
S
2
1
2
1
8

Nostradamus ricorre spesso alla ripetitività dei metodi proprio per garantire l’intenzionalità del risultato. Perciò, come nel caso della parola “Graal” abbiamo moltiplicato le prime due cifre per le successive tre, ottenendo 8547 (rimescolamento di 4758), anche in questo caso, moltiplicando 21 x 218, otteniamo 4578 (altro rimescolamento di 4758).

Questo significa che, subito dopo (puis tost) il contenuto dell’edizione Du Rosne, viene l’epistola a Enrico II con le sue cronologie bibliche, la prima delle quali è correlata a “Mabus”. La morte di Mabus è la soluzione dell’enigma delle cronologie[1] che, risolto, cessa di essere un enigma e, quindi, muore… per la vendetta si vedrà. Non è detto che debba essere resa pubblica; il fatto stesso che la verità sia stata trovata è già una vendetta.

Mi devo scusare per un post così criptico, ma la sola alternativa sarebbe stata quella di tacere del tutto. Il fatto è che, per una questione di completezza, non potevo omettere questa quartina quando ho mostrato tutte quelle che trattano della cometa. Come certamente ricorderete, nell’impegnarmi a dimostrare il carattere strutturale delle quartine riguardanti la cometa, ho anche premesso che mi sarei attenuto agli aspetti generali, senza addentrarmi nei dettagli non pertinenti alla dimostrazione. In questo caso ho avuto qualche difficoltà in più, dal momento che non è stato possibile tenere nettamente distinti i due atteggiamenti.



[1] Quello delle cronologie è l’enigma centrale di tutte le centurie e costituisce garanzia che nessuno possa fare man bassa delle mie scoperte del codice. Perciò, la sua soluzione sarà l’ultima ad essere rivelata al momento opportuno.

domenica 24 febbraio 2013

Il rinnovamento di secolo


II,46

Dopo grande umano sconvolgimento, uno più grande si appresta,
Il grande motore rinnova i secoli.
Pioggia, sangue, latte, carestia, ferro e peste,
Nel cielo vista lunga scintilla di fuoco che corre.

Questa è una delle quartine all’apparenza più catastrofiche di tutte le centurie. Non c’è interprete che non vi abbia intravisto la fine del mondo o, comunque, grandi cataclismi per l’umanità. Niente di più sbagliato.
Senza dimenticare che essa appartiene al gruppo delle comete, già qualificato “di struttura” e non profetico, vediamo cosa dobbiamo veramente leggervi.

Dal libro “Cabala, Templari e Graal”, sappiamo che il mondo (e di riflesso l’umanità) è costituito dall’insieme delle quartine associate alle lettere dell’alfabeto, analogamente al “rimescolamento delle lettere dell’alfabeto” nel processo di creazione del mondo e degli esseri viventi da parte di Dio, secondo il testo cabalistico “Sepher Yetzirah”.
Il motore è il “meccanismo” con il quale sono codificate le centurie; anche questo ci è noto.
Sappiamo anche che i secoli sono le centurie; gli uni e le altre, infatti, sono composti da 100 elementi.
Il rinnovamento, citato anche in altre quartine e nelle epistole di Nostradamus, riveste di solito un significato che ho già trattato ampiamente nei miei libri e in altri brani di questo blog: è il cambiamento della chiave di decifrazione a un certo punto dell’opera. Come spartiacque di questo rinnovamento, ho sempre indicato la quartina VI,100 che, in realtà, non ha un numero d’ordine esplicito, ma un titolo:  “Legis cantio”.
La fame, la peste, etc., come ho scritto in un post precedente, rappresentano simbolicamente gli effetti della sconfitta a cui vanno incontro coloro che si cimentano con l’enigma.
La scintilla di fuoco nel cielo ci rimanda alla cometa e, quindi, all’edizione A. Du Rosne delle centurie.

Rileggendo la quartina II,46 alla luce di queste precisazioni, scopriamo allora che Nostradamus sta dando delle informazioni al suo interprete:

Dopo grande umano sconvolgimento (dopo un iniziale rimescolamento dell’ordine delle quartine)
Uno più grande si appresta (ve ne è un altro ancora più complesso)
Il grande motore rinnova i secoli (da un certo punto in avanti, si rinnova l’organizzazione delle centurie)
Pioggia, sangue, latte, carestia, ferro e peste (la lotta per la comprensione)
Nel cielo vista lunga scintilla di fuoco che corre (la “Legis Cantio” alla quale si interessa questa quartina è quella dell’edizione A. Du Rosne, che presenta diverse differenze rispetto a quella delle edizioni successive P. Rigaud e B. Rigaud.).

venerdì 22 febbraio 2013

Alla ricerca della cometa


Caratteristica comune alle quartine che stiamo esaminando è il verificarsi di flagelli quale fame, peste, carestia, moria di gente e bestie. Tutte metafore inserite di proposito per far pensare a profondi influssi negativi della cometa mentre, invece, rappresentano la disfatta e la miseria della comprensione a cui vanno incontro coloro che si cimentano con l’enigma.

Come premesso la volta scorsa, trascuro le parti che non riguardano direttamente l’argomento che intendo affrontare (morte del grande di Roma = soppressione di una parte editoriale "fasulla"; Persia che invade la Macedonia = predominio, in alcune parti, di una edizione sull’altra; Suze, Sienne, Boece, Eretrion, le cui iniziali forniscono il numero gematrico di 23[1], fondamentale nella crittografia di Nostradamus; etc.). Questi sono aspetti di dettaglio delle “istruzioni operative”, non necessari per la dimostrazione.

Ecco, invece, ciò che a noi interessa (quartine VI,6 – II,96 - II,43):

Apparirà verso il settentrione,
Non lontano dal Cancro la stella cometa:

Fuoco ardente in cielo di sera sarà visto
Presso la fine e il principio del Rodano:

Durante l’apparizione della stella cometa,
I tre grandi principi diventeranno nemici,

Diamo un’occhiata alla vignetta che appare nella copertina dell’edizione “Du Rosne” delle centurie, non presente nelle edizioni Rigaud:


I lettori del libro “Cabala, Templari e Graal” sanno già che la copertina dell’edizione Antoine du Rosne è una miniera di codice. La vignetta non sfugge alla regola.
E’ il metodo Nostradamus: un tassello di codice qua, un tassello di codice là, finché le istruzioni complete per la ricostruzione delle centurie emergono in chiaro.

In alto a destra è rappresentata una cometa che si avvicina al quarto di luna. Nostradamus prende a riferimento questa immagine proprio per designare questa edizione e precisare l’uso che bisogna farne.

- Apparirà verso il settentrione (a nord = in alto nel disegno)
- Non lontano dal [C]ancro (vicino alla “C” del quarto di luna) la stella cometa
- Fuoco ardente in cielo di sera sarà visto (il sole sulla destra della cometa)
- Presso la fine e il principiodu Rosne (il verso contiene sia l’esplicito riferimento alla edizione “du Rosne” che le coordinate del sole, il fuoco ardente, all'interno della vignetta: “alla fine” in orizzontale, “all’inizio” in verticale). Da notare la finezza racchiusa nell’espressione “fine e principio”, che focalizza la posizione del sole meglio di “principio e fine”, come potrebbe sembrare più logico.
- Durante l’apparizione della stella cometa (l’edizione Antoine du Rosne)
- I tre grandi principi ("princes" nell'originale) diventeranno nemici (contrasti tra le tre edizioni delle centurie: Du Rosne, P. Rigaud e B. Rigaud). Faccio notare che “princeps” era un grado militare dei centurioni romani, ufficiali che comandavano le “centurie”. Non pensiamo a chissà cosa se, alla stessa maniera, uno dei versi afferma che “morirà il grande di Roma”; è solo un aiuto a sgombrare il campo dal superfluo.

Ci dobbiamo ancora occupare delle quartine rimaste II,46 e II,62. Già da ora, però, la questione della cometa dovrebbe essere chiara e, spero, convincente. I riferimenti incrociati all’edizione “du Rosne”, alla grafica della vignetta e ai “princeps” garantiscono la correttezza dell’interpretazione, che in nessun’altra maniera potrebbe essere soddisfatta.




[1] Valore ridotto, come da tabella del libro “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal”)

giovedì 21 febbraio 2013

I tre grandi principi


Consapevole di deludere i catastrofisti, devo fare una breve introduzione su ciò che dirò: le quartine relative alla cometa sono parte di un più ampio gruppo, che  descrive il ruolo delle varie edizioni delle Centurie nella ricostruzione delle chiavi di decifrazione. Secondo una terminologia che ho introdotto da tempo, si tratta di quartine di struttura, del tutto estranee alle false e apocalittiche interpretazioni delle quali leggo in giro. La mia analisi sarà limitata agli aspetti generali di questa dimostrazione, mentre tralascerà i pochi versi che si addentrano in dettagli specifici, comprensibili solo nel contesto di una visione più completa.

Cominciamo con l’enunciazione del teorema che intendiamo dimostrare: nell’ambito del gruppo di appartenenza, le specifiche quartine che trattano della cometa forniscono delle indicazioni sul ruolo dell’edizione Antoine Du Rosne del 1557.
Questo è detto esplicitamente al secondo verso della II,96, che riprenderemo più avanti:

Pres de la fin e principe du Rosne

Fuoco ardente in cielo di sera sarà visto
Presso la fine e il principio del Rodano:
Carestia, spada: il soccorso tardi arrivato,
La Persia torna a invadere la Macedonia.

Du Rosne non significa “del fiume Rodano”, come hanno letto indistintamente tutti gli esegeti per 450 anni, ma “Antoine du Rosne”, editore. Solo così, come vedremo, acquista un senso il sibillino luogo della visione, allo stesso  tempo “fine e principio”. O forse dovrebbe significare che la cometa appare solo alla foce e alla sorgente del fiume? Davvero molto brillante, come ipotesi!

Ricordo a tutti che la pubblicazione delle centurie è avvenuta in tre gruppi e in quattro edizioni.

La prima edizione, Macé Bonhomme del 1555, conteneva un primo gruppo di 353 quartine;
La seconda edizione, Antoine du Rosne del 1557, conteneva un secondo gruppo di 289 quartine, oltre alla riedizione delle prime 353;
La terza e quarta edizione, rispettivamente Pierre Rigaud del 1566 e Benoist Rigaud del 1568, contenevano un terzo gruppo di 300 quartine, oltre alle 642 (353+289) delle precedenti edizioni.
Ogni altra edizione non è stata commissionata da Nostradamus o, se lo è stata, aveva il solo scopo di confondere le acque.

Per quanto riguarda le chiavi di decifrazione, a parte alcuni aspetti marginali, l’edizione Bonhomme contiene informazioni che sono riprese integralmente dalla edizione Antoine du Rosne. Se non si disponesse della prima, il lavoro sulla seconda non sarebbe compromesso. Quest’ultima è invece indispensabile per il lavoro di decifrazione, unitamente alle due edizioni Rigaud.

Riepilogando, le tre edizioni Du Rosne, P. Rigaud e B. Rigaud contengono informazioni complementari tra di loro, ma anche informazioni contrastanti, allo scopo di complicare le ricerche. Sono i tre principi del secondo verso della quartina II,43:

 
Les trois grans princes seront fait ennemis,


Durante l’apparizione della stella cometa,
I tre grandi principi diventeranno nemici,
Colpiti dal cielo, pace e terra tremano.
Po e Tevere ondeggianti, serpente messo sul bordo.

Gettate le basi, devo provare a convincervi che non ho scritto delle sciocchezze. Per questo, vi rimando al prossimo post.