Per ricondurre a 942 il numero 1242, non rimane
che la terza fase, l’aggiunta della «Legis Cantio» a 137 caratteri, quella
dell’edizione Benoist Rigaud. Otteniamo così le 942 lettere necessarie, da
abbinare al corrispondente numero delle quartine delle Centurie. Il titolo va
omesso, in quanto i caratteri di stampa sono differenti. Disponiamo così di 23
frasi (12 dell’epistola a Cesare e 11 dell’epistola a Enrico II) più quattro
versi per un totale di 27. Se ricordate, i numeri 23 e 27 sono quelli che vengono
fuori dal terzo verso della quartina IX, 1 che potete rivedere nel post
dedicato alla Gematriah. Trascrivo di
seguito la Legis Cantio a 137 caratteri :
Quos legent hosce versus maturè
censunto
Profanum vulgus & inscium
ne attrestato
Omnesq Astrologi Blenni Barbari
procul sunto
Qui aliter facit is ritè sacer
esto
Chi legge
questi versi vi apporti attenta riflessione,
Profani e
ignoranti si guardino dal toccarli:
Astrologi,
stolti, incolti tutti non si accostino,
Chi farà
altrimenti sarà maledetto secondo sacro rito.
C’è qualche indizio che conferma la necessità di
aggiungere la Legis Cantio? Sì, ed è la quartina I, 7 :
Tardi arrivato, fatta
l’esecuzione
Il vento contrario, lettere
prese lungo il cammino
I XIIIJ congiurati di una setta
Dal Rousseau sanate le imprese
Il significato complessivo mi sembra piuttosto
chiaro. I XIII congiurati sono le 13 frasi originali (prima dell’eliminazione della terza) dell’epistola a Cesare,
alle quali si aggiunge la Legis Cantio.
Bisogna che conosciate la struttura delle
Centurie. Queste sono divise in due parti ben distinte, ciascuna con un proprio
frontespizio. La prima parte inizia con l’epistola a Cesare, con le sue frasi
in latino; seguono 599 quartine normali e poi, «tardi», arriva la Legis Cantio
(quartina 600). Segue infine la sesta centuria con 42 quartine.
La seconda parte inizia con l’epistola a Enrico II
e termina con le ultime tre centurie di 300 quartine.
La Legis Cantio, dunque, appartiene alla prima
parte delle centurie. Una «J» che si
aggiunge alle XIII frasi dell’epistola a Cesare. Viene rappresentata con una
«J» proprio per mettere in evidenza la sua singolarità: non una frase come le
altre, ma una quartina in latino mimetizzata tra le altre quartine. La setta
del terzo verso (« una setta ») è l’insieme delle frasi in corsivo
(Cesare + L.C.); un’altra setta è quella delle frasi dell’epistola a Enrico II.
Le «lettere» della L.C. arrivano «tardi», in
quanto bisogna aspettare la seiecentesima quartina, e vanno prese «lungo il
cammino», strada facendo, per lo stesso motivo. Sono diverse le quartine che
parlano di «lettere». Sempre, immancabilmente, questa parola è stata
erroneamente intesa come sinonimo di «epistole».
Qui abbiamo una novità interessante: il vento
contrario. Mi sembra di capire che la Legis Cantio, quando va ad integrare le
frasi in latino, vada scritta al contrario. Questa roba del «contrario» è
proprio una fissazione. Nostradamus la ripete continuamente in tutte le salse.
Tuttavia, come se non avessimo già abbastanza problemi, se ne pone un altro. In
che modo la quartina 600 va scritta al contrario? Dalla fine del quarto verso
retrocedendo fino alla prima lettera del primo verso, oppure invertendo uno
alla volta i quattro versi? E poi, dove la mettiamo? Sono quasi sicuro al
99,99% periodico che la Legis Cantio, intesa come quartina, vada al primo posto
per fare da introduzione a tutte le altre; intesa invece come frase latina, c’è
qualche dubbio su dove metterla rispetto alle frasi in latino dell’epistola a
Cesare. All’inizio? Alla fine? In mezzo da qualche parte? Questo è un altro dei
problemi più grossi che ho di fronte. A seconda del suo posizionamento, cambia
completamente lo sviluppo della chiave.
L’ultimo verso è incomprensibile. Dando per
scontato che non si sta parlando della piattaforma Rousseau dei 5S, cos’è
questa roba ? Forse bisogna applicare una o più delle tecniche
cabalistiche che abbiamo visto, ma fino ad ora non sono riuscito a cavarne
qualcosa. Inoltre, non si capisce cosa voglia dire quel «senez». Il senso
complessivo però mi sembra sia questo: «fatto questo qualcosa di
incomprensibile», l’impresa (almeno limitatamente a queste 13 frasi + la legis
cantio) è compiuta.
Per il momento, e con le riserve appena espresse,
ecco la chiave finale «provvisoria» delle 942 quartine. Ho tolto tutti i punti
di punteggiatura; ho lasciato gli spazi e gli «a capo» per una più agevole
lettura, ma evidentemente anche questi vanno tolti per avere la nostra
password. Le «e» commerciali (&) vanno sostituite da una «e» normale.
Ad
Caesarem Nostradamum filium
Soli
numine diuino afflati praesagiunt & spiritu prophetico particularia
Abscondisti
haec à sapientibus & prudentibus id est potentibus & regibus &
enucleasti ea exiguis & tenuibus
Quia
non est nostrum noscere tempora nec momenta & c
propheta
dicitur hodie olim vocabatur videns
quia
omnia sunt nuda & aperta & c
Possum
non errare falli decipi
non
inclinabitur in saeculum saeculi
Visitabo
in virga ferrea iniquitates eorum & in verberibus percutiam eos
Conteram
ergo & confringam &
non miserebor
in soluta oratione
sed
quando submouenda erit ignorantia
Quos
legent hosce versus maturè censunto
Profanum
vulgus & inscium ne attrestato
Omnesq
Astrologi Blenni Barbari procul sunto
Qui
aliter facit is ritè sacer esto
Minerva libera & non
invita
Quod de futuris non est
determinata omnino veritas
tripode aeneo
Effundam spiritum meum super
omnem carnem & prophetabunt filii vestri & filiae vestrae
fato à Deo à natura
per tempus & in occasione
temporis
Ut audiret gemitus
compeditorum ut solveret filios interemptorum
Triumvira
Bellis rubuit navalibus aequor
Sancta Sanctorum
Huy huy