Contrariamente a quanto anticipato qualche giorno fa, la versione ebook di "Nostradamus - Codice ed enigmi" non verrà realizzata. E' infatti impossibile comprimere alcune tabelle a misura di device (tablet, smartphone, e-reader), senza comprometterne la leggibilità.
Purtroppo si tratta spesso di tabelle che non consentono una disposizione grafica alternativa. Speravo di farcela, ma non ci sono riuscito.
Tecniche di Nostradamus
mercoledì 31 luglio 2019
sabato 27 luglio 2019
Nostradamus - Codice ed enigmi
E’ in vendita su Amazon il libro
“Nostradamus – Codice ed enigmi” (cliccare qui). Vengono ripresi in maggiore dettaglio i temi
trattati ultimamente nel blog e ne vengono sviluppati altri (enigma dei 177
anni, enigma della “plume”, enigma dell’uomo porco, etc.). Non aspettatevi
profezie, speculazioni, illazioni e sensazionalismi. Come afferma il titolo,
solo ed esclusivamente decodifica dell’opera nostradamica, affinché essa possa essere letta
nella sua vera luce. Vengono proposte soluzioni e, quando questo non è
possibile, vengono quanto meno messi in luce dei problemi, spesso sconosciuti
ed insospettati.
Un libro che sfida l’intelligenza
piuttosto che la fantasia, insomma. Esattamente sulla scia di quanto ha fatto
veramente Nostradamus.
Al momento è disponibile solo la
versione cartacea. A breve verrà realizzata anche la versione ebook. Verrà
anche tolto dalla circolazione il libro “Il vero codice di Nostradamus”,
superato da questa pubblicazione.
Mi permetto un suggerimento. Se
volete leggere il libro per semplice curiosità, la versione ebook andrà
benissimo. Dovrete solo pazientare un poco. Se invece volete cimentarvi nella
sfida, correggendo quello che ho fatto o cercando delle vostre soluzioni,
allora risulterà più utile la versione cartacea, nella quale elenchi e tabelle
risultano meglio consultabili.
Buona lettura. Se mi lascerete
qualche recensione su Amazon, di qualunque genere, ve ne sarò grato. Ne farò
tesoro per eventuali correzioni o miglioramenti nelle prossime edizioni. Se vorrete
approfondire qualche aspetto, allora sarete i benvenuti in questo blog.
lunedì 17 dicembre 2018
Ultimo atto (per ora)
Eccoci giunti alla fine di
questa serie di post. Siamo partiti da lontano e, enigma dopo enigma, siamo
arrivati allo scoglio finale: il riordinamento delle quartine. Sapevamo sin
dall’inizio che non potevamo aspettarci un risultato completo. Però adesso conosciamo
la strada che ha percorso Nostradamus. I suoi enigmi e le relative soluzioni
stanno lì a dimostrarlo. A che servirebbe, altrimenti, la chiave “Caesar
Nostradamus Chiren”? A che servirebbero le cronologie bibliche? A che
servirebbero i tre fratelli? A che servirebbe la tavola di Bourc? Non solo
abbiamo risolto questi enigmi, ma li abbiamo anche assemblati in un quadro
organico e coerente. Ciò significa averne portato alla luce la funzione.
Per la prima volta dopo quasi
mezzo millennio il problema del codice è stato affrontato in profondità. Non so
quanto lontana sia ancora la soluzione, ma ho la presunzione di credere che
molta strada sia stata compiuta.
Evidentemente questo lavoro
non è un punto di arrivo. E’ invece un punto di partenza per altre intelligenze
appassionate al tema, purché guidate dalla ferma volontà di svincolarsi dai
condizionamenti delle “profezie”.
Come più volte sostenuto man
mano che scrivevo, è non solo opportuno, ma necessario prescindere dai
contenuti, resi incomprensibili dal messaggio in codice. Inutile specularci
sopra sapendo benissimo che non esistono controprove. Depistare, ingannare,
sviare è proprio l’obiettivo del codice; cosa che peraltro è l’obiettivo di
qualsiasi codice. Per 450 anni la gente ci è cascata dentro mani e piedi,
credendo in ciò che leggeva.
Mi pare di aver scritto di
recente che mi sento come uno che guida contromano in autostrada. Non è esatto!
Credo di aver dimostrato che a guidare contromano siano gli altri. Non è
arroganza. Testimoniare la realtà dei fatti, dopo che la si è scoperta, non è
mai arroganza. Sarei ingiustificabile, invece, se dopo aver scoperto il codice
continuassi come se niente fosse.
Per questo motivo, per non
perpetuare gli errori del passato, miei ed altrui, ho offerto un punto di vista
che nulla ha a che vedere con le interpretazioni soggettive. Ho tentato di
risolvere gli enigmi di Nostradamus come si risolvono i problemi enigmistici:
in maniera logica, obiettiva, per molti aspetti obbligata. Così come la
soluzione di un cruciverba o di un rebus non lascia margini alle ambiguità o
approssimazioni, la stessa sicurezza deve caratterizzare la traduzione in
chiaro del messaggio di Nostradamus.
I casi dubbi o totalmente
oscuri mi hanno posto dinnanzi all’alternativa di prospettare delle ipotesi o
di tacere del tutto. Quando possibile, ho scelto la prima via. In quei casi,
l’intenzione non è stata quella di far prevalere una scelta anziché un’altra.
Piuttosto, è stato il desiderio di prospettare un metodo, delle possibili vie
di uscita crittografiche, benché da esplorare, a chiunque voglia cimentarsi
personalmente.
Solo ed esclusivamente come
ipotesi di lavoro vanno dunque considerati tutti i miei tentativi di dare un
senso agli enigmi individuati ma non risolti. Ancor meglio, vanno letti come
uno sforzo di mettere in luce un problema, spesso insospettato, affinché altri
giungano a quelle soluzioni che a me sono sfuggite.
La fine di questo round di
articoli non è la fine dei miei sforzi. Se avete qualcosa da dirmi (idee,
perplessità, obiezioni, critiche), scrivetemi pure in qualsiasi momento. Vi
chiedo solo di farlo sul blog per rendere partecipi tutti coloro che sono
interessati. Ricordate che il mio interesse è proprio quello di divulgare il
più possibile opinioni ed informazioni, non di tenerle riservate. Solo così
posso sperare di diffondere quella “cultura” del codice Nostradamus che finora
è stata snobbata; forse perché difficile, forse perché deludente.
Vi do appuntamento, se lo
volete, a dopo la pubblicazione del prossimo libro. Ci vorrà qualche mese
ancora (due o tre, penso). Oltre a riepilogare quanto scritto qui, aggiungerò
dell’altro che finora non ho trattato per ragioni di scioltezza espositiva e,
qualche volta, per temporanea riservatezza.
Un saluto a tutti ed uno speciale ringraziamento a
coloro che mi hanno onorato della loro interlocuzione. Dai loro interventi ho
sempre tratto qualcosa.
venerdì 14 dicembre 2018
Chiave e tabella
Abbiamo una chiave composta da
942 lettere + altre 138. Queste lettere compongono le 23 frasi latine e le 2
Legis cantio. Abbiamo il problema dell’ordinamento delle frasi e dell’esatta
collocazione delle L.C. Non possiamo che procedere per “tentativi ragionati”;
se ci lasciamo fermare dagli ostacoli, non abbiamo alcuna speranza di riuscire.
Come si dice: “se giochi non è detto che vinci; se non giochi, non vinci di
sicuro”.
Dobbiamo procedere, un po’ alla
cieca e un po’ sulla base di quello che sappiamo, sperando di cogliere da
qualche parte almeno un segmento di codice buono, riconoscibile da una
successione coerente di quartine, che ci illumini ulteriormente.
Come ho scritto la volta
scorsa, sono tentativi che vanno provati e riprovati al proprio PC, in solitudine.
Di seguito propongo quello che, anche se non rappresenta la soluzione, per lo
meno è un “metodo” a mio parere accettabile e coerente con gli indizi
disponibili.
Come premessa, va considerata
la funzione della tabella. Il suo utilizzo presuppone una lettura incrociata,
orizzontale e verticale. Se così non fosse, non ci sarebbe alcun bisogno della
tabella. Un’altra condizione, che non posso dimostrare ma che ho motivo di
ritenere valida, è la scrittura bustrofedica della chiave. Nel mio esempio, per
non complicare troppo le cose, lascio le frasi latine nell’ordine in cui
stanno; metto la prima L.C. al 13° posto e l’altra L.C. alla fine.
Similmente a quanto visto per
la chiave sulle frasi, si comincia con la “A”, poi con la “D”, poi con la “C”,
secondo l’ordine di apparizione delle lettere nella chiave. Leggendo le
colonne, Nostradamus ha messo nelle Centurie prima la quartina 1, poi la
quartina 109 e così via fino ad esaurimento delle “A”. Poi è passato alle “D”.
Io non posso proseguire perché, per motivi di spazio, ho dovuto tagliare la
tabella. Inoltre, dovrei fare uno sforzo immane per ricostruire una successione
che serve solo come esempio.
Adesso, spiegare il seguito è
piuttosto complicato. Comunque, il ragionamento è praticamente uguale a quello
visto per la chiave sulle frasi. Bisogna fare il percorso inverso. Parto da un
raggruppamento di lettere (93 lettere A – 22 lettere D – 38 lettere C etc.).
Scrivo la chiave in tabella. Poi, leggendo in verticale, alla prima “A”, assegno
l’attuale quartina 1; alla seconda “A” assegno l’attuale quartina 2 e così via.
Esaurite le “A” passo alla “D”; poi passo alla “C”; etc.
Questo, ripeto, è solo un
esempio. Tuttavia, il metodo dovrebbe essere abbastanza attendibile. Si tratta
solo di provare e riprovare in varie maniere, cercando il classico ago nel
pagliaio. Molta pazienza e molta fortuna sono gli ingredienti necessari.
lunedì 10 dicembre 2018
Completamento della chiave
La questione del codice ha
l’effetto di oscurare completamente il tema principale delle cosiddette "profezie". Questa
è forse la ragione principale, se non l’unica, che ha finora ostacolato la
ricerca di una soluzione definitiva da parte degli studiosi. Viene meno il
fascino della profezia e, al suo posto, subentra un lavoro difficile, oscuro,
faticoso che dà la quasi totale garanzia dell’insuccesso. Perché mai si
dovrebbe perseverare in questa avventura invece di dare priorità all’estro
personale, all’immaginazione, alla possibilità offerta a tutti indistintamente
di cimentarsi nell’impresa di svelare cosa ci riserva il futuro?
La mia posizione, assolutamente determinata e convinta, è che per capire Nostradamus bisogna sciogliere il codice. Cercare di capire dalle singole quartine il contenuto di ciò che ha scritto è come
cercare di immaginare il risultato finale di un mosaico osservandone i singoli
frammenti. Per questo motivo, personalmente ritengo che la ricerca del codice non sia surrogabile
con dei caotici tentativi di dare spiegazioni estemporanee ai versi delle
centurie. Ben 450 anni di fantasiose opinioni perennemente discordanti
dovrebbero aver insegnato qualcosa.
In questa recente serie di
articoli ho scritto per la prima volta in maniera organica tutto quello che so
su questo codice. Si possono discutere le mie deduzioni e se ne possono
proporre di nuove; ma la sua esistenza è innegabile, a meno di non mettere la
testa sotto la sabbia. Negare l’evidenza non risolve il problema. Per
semplicità o per riservatezza ho trascurato alcuni aspetti secondari di
dettaglio che, sostanzialmente, non farebbero che confermare gli aspetti
affrontati. Siamo ora giunti al punto in cui le complicazioni stanno aumentando
esponenzialmente, risultando difficilmente trattabili in un blog. Ho avuto dai
vostri interventi alcuni spunti interessanti e vi ringrazio. L’atto stesso di
ricomporre le idee per poterle esporre in maniera ordinata mi ha fornito
ulteriori spunti. Adesso è giunto il momento di chiudere, almeno fino a quando
non saranno emersi elementi nuovi. Nel prossimo futuro non posso far altro che
proseguire da solo, per esplorare altre vie. Intanto ho messo mano ad un nuovo progetto
editoriale per completare le
informazioni già divulgate con quegli elementi di dettaglio che qui sono
mancati. Sarà, naturalmente, un lavoro incentrato esclusivamente sul codice.
Quindi, un lavoro arido e pesante, apprezzabile (forse) solo dagli amatori. Fin
quando tutto non mi sarà chiaro, ammesso che un giorno ci riesca, non intendo
uscire dal recinto che mi sono costruito attorno.
Prima di chiudere, però,
dobbiamo ultimare la questione delle frasi latine. Sappiamo che dalla loro
unione scaturisce la chiave di ordinamento. Ma la questione non è così
semplice. Intanto abbiamo visto che un’incognita è costituita dal corretto
ordine di queste frasi. A questo riguardo abbiamo fatto un’ipotesi. Supponiamo
pure che sia corretta. Purtroppo, non basta. Alcune frasi non mantengono il
loro ordine di lettura da sinistra verso destra, ma vanno invertite, cosa che
deve pure avvenire per la Legis cantio (per quest’ultima lo sapevamo già).
La Legis cantio, a sua volta,
presenta pure il problema della collocazione; come chiave intendo, in quanto
come quartina sono propenso a metterla in cima a tutto. Se è abbastanza
scontato che quella da 138 caratteri vada posta in coda alla chiave, non è per
niente pacifico che la Legis cantio a 137 caratteri vada collocata in una
posizione anziché un’altra. La logica può aiutare ed alcuni indizi pure.
Tuttavia, come per tutto il resto, deve esserci da qualche parte un’indicazione
ben precisa che sciolga il dilemma.
La mia idea, tutta da
verificare, è che vada inserita tra le due parole “Huy Huy”. Tuttavia, per
quanto detto sopra, credo non valga la pena insistere con delle ipotesi forse
errate e comunque non dimostrabili.
La prossima volta procederemo
con un esempio di inserimento della chiave in tabella e, quindi, passeremo alle
considerazioni conclusive.
giovedì 6 dicembre 2018
Ripristino
Ci troviamo alle prese con una
successione di frasi disposte secondo un ordine diverso da quello originario,
che dobbiamo ripristinare.
Sappiamo che la chiave è
“CAESAR NOSTRADAMUS CHIREN”. Sappiamo che Nostradamus ha rimescolato le lettere
e le frasi ad esse collegate. Non conosciamo il metodo usato. Stiamo solo
seguendo la pista del raggruppamento delle lettere per tipo, partendo dalla
prima. Abbiamo ottenuto, sulla base di questa ipotesi, la successione
“CCAAAAEESSSRRRNNOTDMUHI”. Ventitrè lettere per ventitrè frasi. Dal nostro
punto di vista di decodificatori, perfettamente speculare rispetto a quello del
codificatore Nostradamus, abbiamo una successione di frasi che possiamo
numerare progressivamente da 1 a 23, come da seguente schema:
Non dobbiamo far altro che
ricostruire la chiave “CAESAR NOSTRADAMUS CHIREN”, utilizzando nell’ordine le
lettere dello schema e trascinandoci dietro i numeri corrispondenti.
Alla prima “C” corrisponde la
prima frase.
Alla prima “A” corrisponde la
terza frase.
Alla prima “E” corrisponde la
settima frase.
Alla prima “S” corrisponde la
nona frase.
E così via.
Se l’ipotesi fosse corretta la
successione (lasciando temporaneamente fuori le L.C.) dovrebbe essere:
Ad Caesarem Nostradamum filium
Abscondisti haec à sapientibus
& prudentibus id est potentibus & regibus & enucleasti ea exiguis
& tenuibus
Possum non errare falli decipi
Etc. etc.
Naturalmente potevamo arrivarci
per via empirica partendo dal post precedente. Tuttavia, è importante capire il
procedimento, perché dovremo replicarlo con le quartine; e lì la situazione è
molto più complessa.
Ammesso che abbiamo scelto il
procedimento giusto, sono finiti i problemi con le frasi?
Neanche per sogno!
domenica 2 dicembre 2018
Frasi e chiavi
Sappiamo
che la chiave di ordinamento delle quartine è fornita dall’unione di 23 frasi
latine e delle due “Legis cantio”. Allo stesso modo delle quartine, anche le 23
frasi hanno subito uno sconvolgimento d’ordine con l’utilizzo della chiave
“CAESAR NOSTRADAMUS CHIREN”. Bisogna conseguentemente ripristinarne l’ordine
originario, condizione indispensabile perché possa essere ricostruita la
corretta chiave finale da 942+138. Ogni
diverso approccio non ha alcuna possibilità di riuscita. Possiamo nutrire
qualche speranza solo se creiamo dei validi presupposti.
Proviamo a rifletterci sopra,
senza alcuna pretesa di trovare la soluzione al primo colpo. Una cosa è
essenziale da capire: noi siamo degli “hacker”, dei decrittatori. Dobbiamo
calarci nei panni di chi ha crittografato, ragionando come ha ragionato lui;
dobbiamo vedere le cose dal suo punto di vista, non dal nostro. In altre
parole, dobbiamo tenere ben presente che noi dobbiamo fare un processo inverso,
risalendo dal disordine all’ordine. Non abbiamo di fronte le frasi ordinate,
come Nostradamus, ma quelle rimescolate. Nostradamus ha scelto un criterio per
l’utilizzo della chiave e quello ha seguito. Noi, nel procedere all’indietro,
dobbiamo andare per tentativi scegliendo tra molti percorsi possibili.
Nostradamus aveva a
disposizione 23 frasi, numerate progressivamente da 1 a 23. A quelle, ed in
quell’ordine, ha applicato la chiave. Alla prima ha assegnato la lettera “C”,
alla seconda la “A”, alla terza la “E”, poi la “S” e così via. Dopodiché ha rimescolato le lettere secondo
qualche criterio, sconvolgendo insieme ad esse le frasi collegate.
Presumibilmente non è che abbia
avuto molta scelta. O meglio, in teoria ne ha avute infinite; tuttavia, come
noi dobbiamo metterci nei suoi panni, anche lui si è dovuto calare nei panni
del decrittatore per non rischiare di fare un lavoro inutile. Lanciandogli la
sua sfida, doveva certamente rendergli il compito difficile, ma non
impossibile. Di fatto, deve aver pensato che fosse necessario restringere il
ventaglio alle sole quattro opzioni praticabili per il decrittatore: seguire
l’ordine di apparizione delle lettere nella chiave oppure il naturale ordine
alfabetico; procedere da sinistra verso destra o da destra verso sinistra.
Quattro combinazioni in tutto. Tutto il resto (partenza da un punto intermedio
della chiave, schemi geometrici, schemi a spirale, etc.) sarebbe stato troppo
fantasioso. In linea di principio, queste alternative non sarebbero state
inusuali. Ma qui non abbiamo una sola chiave. Abbiamo chiavi su chiavi. Ogni
singola variante fa aumentare le difficoltà in modo esponenziale. E questo
Nostradamus lo sapeva benissimo.
Analizziamo solo la successione
secondo l’ordine di apparizione, da sinistra verso destra. Le altre tre opzioni
seguono un criterio analogo. Nello schema che segue, ad ogni lettera della
chiave è assegnato il numero d’ordine di ogni frase secondo la successione
originaria.
Raggruppando le lettere
seguendo l’ordine di apparizione nella chiave, è stata ottenuta una successione
diversa:
Ammesso che questo sia il
criterio adottato, attualmente al primo posto si trova la prima frase
dell’ordine originale, al secondo la diciottesima, al terzo la seconda, e così
via. Se la tesi è corretta, questo è l’ordine di apparizione delle frasi come
appaiono nelle epistole. Un ordine diverso da quello originale. Quella che noi
crediamo essere la seconda frase, in realtà è la diciottesima; quella che
crediamo la terza, in effetti è la seconda, etc.
La prossima volta vedremo come
si fa a tornare allo stato corretto, anche se nel frattempo lo avrete già fatto
da soli.
A favore di questa opzione
depone il fatto che al primo posto resta la prima frase dell’ordine originario.
E’ una traccia da non sottovalutare. Le altre tre opzioni cancellerebbero
quest’unica traccia, creando un ostacolo insuperabile per il decrittatore.
Lunghi anni di studio mi hanno insegnato che Nostradamus non lascia mai solo il
suo “interlocutore”. Come ho detto prima, lo sfida sul piano della logica e,
proprio per questo, non può non lasciargli ogni volta una pista da seguire.
Iscriviti a:
Post (Atom)
