Tecniche di Nostradamus

giovedì 13 febbraio 2014

Dante e Nostradamus: un segreto in comune


 Tra qualche giorno sarà nelle sale cinematografiche il film-documentario “Il mistero di Dante”.
Sono pronto a scommettere che nessun accostamento verrà fatto a Nostradamus. Eppure, i legami ci sono. Essenzialmente:

- entrambi sono Templari o legati ai Templari;
- entrambi scrivono un’opera “mascherata”, che nasconde tutt’altro rispetto al contenuto apparente: Nostradamus finge di scrivere profezie; Dante finge di scrivere situazioni dell’oltretomba;
- entrambi inseriscono la loro opera in una visione cosmologica che, data l’epoca, non può che essere tolemaica;
- l’opera di entrambi “deve” essere grandiosa e “deve” far discutere a livello universale, perché è necessario che, in futuro, non sfugga agli occhi di chi dovrà leggere tra le righe.

Probabilmente potrei continuare con altri accostamenti, senza convincere nessuno. Se però riuscissi a dimostrare che hanno attinto allo stesso codice…

Dite un numero a caso: quante probabilità ci stanno perché venga fuori il 4758? Ovviamente non possiamo dirlo, fin quando non delimitiamo il campo della scelta. Più questo campo è ampio, minore è la probabilità. Quest’ultima, poi, si riduce a dismisura se ci aspettiamo che lo stesso numero venga scelto indipendentemente l’uno dall’altro dalle due persone che hanno composto le due opere criptiche più famose al mondo (forse in concorrenza solo con la Bibbia): Dante e Nostradamus.

Il numero 4758, non è presente nella Bibbia, non è presente nei Promessi Sposi, non è presente nelle opere di Shakespeare né in nessuna grande opera letteraria: è presente esclusivamente in Dante e Nostradamus.
Per chi, come me, si occupa di codici, Dante e Nostradamus sono collegati al di fuori di ogni dubbio. Hanno scelto lo stesso numero perché, contrariamente a quanto ho supposto sopra, la loro scelta non è avvenuta “indipendentemente” l’uno dall’altro, ma è frutto di un messaggio preciso.

I versi del Paradiso di Dante sono 4758; anche le parole dell’epistola a Enrico II di Nostradamus (contando come doppie le parole con l’apostrofo e quelle composte, cioè con il trattino d’unione) sono 4758; e 4758 è anche il totale degli intervalli della prima cronologia biblica. Soprattutto, 4758 è il numero cabalistico del Graal (cfr. Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal).

Vabbe’… coincidenza, nonostante tutto! E il misterioso numero 515? Dante lo cita nel XXIII canto del Purgatorio (vv. 42-45):

nel quale un cinquecento diece e cinque,
messo di Dio anciderà la fuia
con quel gigante che con lei delinque.

Nostradamus utilizza lo stesso numero come elemento della cronologia biblica:

aprés vint Moyse environ cinq cens quinze ou seize ans,

dopo venne Mosè, circa cinquecento quindici o sedici anni.

Nostradamus ne parla anche nel Presagio di maggio 1555 che, come spiegato chiaramente nel “vero codice di Nostradamus”, ripropone in realtà il 515 e il 516 dell’epistola.

Il cinque, sei, quindici, tardi e presto si rimane,

E Dante allora? Lui parla solo di 515 e non menziona il 516; o no?
Diamo un’occhiata ai versi 47-57 del canto XV del Paradiso:

'Benedetto sie tu,' fu, 'Trino ed Uno,  (47)
che nel mio seme sei tanto cortese.
E seguì: 'Grato e lontano digiuno,
tratto leggendo del magno volume  (50)
du' non si muta mai bianco ne bruno,
solvuto hai, figlio, dentro a questo lume
in ch'io ti parlo, mercé di colei  (53)
ch'a l’alto volo ti vesti le piume.
Tu credi che a me tuo pensier mei
da quel ch'è primo, cosi come raia  (56)
da l’un, se si conosce, il cinque e il sei.

Verso 50: Leggendo del magno volume (il magno volume è libro della cabala)
Verso 52: Soluto hai, figlio (dopo che avrai risolto l’enigma)

E, allora, proviamo a risolvere l'enigma:

Trino e uno (verso 47) = 3+1 = 4; cabalisticamente una “D”, cioè 500;
l’uno (1), il cinque (5) e il sei (6) al verso 57. 
Quindi, tutti insieme, 500-1-5 e 6

Attenzione: anche Nostradamus non dice esattamente 515 o 516; per la precisione, egli dice: “cinquecento” (la “D” di Dante), 15 o 16. Dante, a sua volta, separa l’uno dal cinque e dal sei con le parole “se si conosce” (verso 57), cioè se si sa quel che si fa; perciò, bisogna capire che l’uno va anteposto al 5 e al 6, per diventare 15 o 16: proprio come Nostradamus.

Vi sembra tirato? Non lo è, ma fingiamo che lo sia e restiamo solo al 4758 e al 515 del XXIII canto del Purgatorio, dove la citazione è esplicita. Da soli, sono più che sufficienti per dimostrare un collegamento tra Dante e Nostradamus; per non menzionare anche le premesse fatte all'inizio dell'articolo!

Il numero 4758 è il numero cabalistico del Graal.
Nelle centurie di Nostradamus, Cesare Chiren è la figura di Perceval, che va alla ricerca del Graal attraverso un lungo ed avventuroso viaggio. Lo trova e lo contempla nel castello del Re Pescatore.
Nella Divina Commedia è lo stesso Dante che incarna quel ruolo, finché arriva alla vetta del Paradiso dove, finalmente, contempla il suo Graal.
Il 4758 non è un numero scelto a caso e non per caso, nella Divina Commedia, è proprio il numero dei versi del Paradiso!

Magari un giorno andremo più a fondo. Per il momento, godiamoci il film di imminente uscita.



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