Tecniche di Nostradamus

domenica 27 febbraio 2022

Sigillo degli Stati Uniti - Massoneria - cap. 2

Stiamo parlando di simboli. E i simboli si interpretano sempre nell’ambito di uno specifico contesto. Perciò, presupposto indispensabile per la decifrazione dello stemma americano è la consapevolezza del fatto che gli Stati Uniti sono una nazione massone. Non sono illazioni. Sono fatti storici ufficiali e acclarati. Massoni sono stati i padri costituenti, George Washington in testa, e massoni sono stati e sono tuttora i rappresentanti dell’élite politica, finanziaria e industriale americana.

I simboli massonici sono dappertutto. A cominciare dalla Statua della Libertà, fino ai giardini del George Washington Masonic National Memorial:


E qui bisogna intendersi su ciò che etichettiamo come “Massoneria". Chiaramente non mi riferisco a quell'associazione di boy scouts che si fanno fotografare col grembiulino, all’interno di templi il cui indirizzo si trova sulle pagine gialle; per la verità non so se le stampano ancora (le pagine gialle). Quello è solo l’outer circle, la cerchia esterna. Quasi tutti i suoi appartenenti, al di là delle loro idee e di ciò che ciascuno di noi può pensare di loro, sono solo truppe irreggimentate, all’oscuro degli obiettivi che l’inner circle, la cerchia più interna, si propone.

La cerchia di vertice, la “vera” Massoneria, prende nomi diversi. Si va dai fantomatici “Illuminati” costituitisi in setta nel 1776, alle organizzazioni più moderne, apparentemente rispettabili, che prendono il nome di Bilderberg, Commissione dei 300, Club di Roma, Trilaterale, Skull & Bones, Tavola Rotonda, etc.

Penserete che sto facendo un polpettone. Avete ragione. Pure io lo pensavo, prima di “studiare per bene” queste cose. Basta prendere atto che le associazioni sono diverse, ma i nomi dei loro membri sono sempre gli stessi.


sabato 26 febbraio 2022

Sigillo degli Stati Uniti


Credo che la maggior parte di noi conosca i simboli riprodotti sul retro della banconota da un dollaro americano.

Pochi sanno cosa quei simboli significhino negli aspetti esteriori.

Praticamente nessuno sa cosa essi rappresentino nel loro significato più intimo, perché il ricordo si è smarrito nella storia. Mi riferisco, in particolare, al vero significato della piramide con l’occhio onniveggente e alle parole che vi sono scritte attorno: “Annuit coeptis" e "Novus ordo seclorum".

Lasciate perdere le sciocchezze che leggete in rete. Tutta gente che parla senza sapere, riportando di qua ciò che legge di là. Io ho dovuto faticare ben venti anni per risolvere l'enigma.

Se avrete pazienza, farò una serie di scritti in proposito.

C’è da dire, anzitutto, che le immagini del retro della banconota sono due: sono le due facce dello stemma degli Stati Uniti. Una faccia è quella sopra menzionata. L'altra faccia riproduce un’aquila con le ali aperte, che porta sul petto uno scudo che ricorda la bandiera statunitense, mentre nel becco stringe un nastro nel quale è riportato il motto latino ‘E pluribus unum'.

Quest’ultima faccia del sigillo americano è piuttosto chiara, se si sa come leggerla. Il messaggio occulto, assolutamente inimmaginabile, si cela nell’altro disegno; quello della piramide. Le chiavi per leggerlo, però, stanno nel disegno dell’aquila, nel senso che solo capendo quest'ultimo potremo entrare nella mentalità di chi ha disegnato l’altro.

Quando avremo finito, allora capiremo molte delle ragioni che stanno a monte dei più tragici eventi storici del nostro tempo... perché è tutto scritto lì.


venerdì 25 febbraio 2022

Tu sei Pietro... Le radici del Nuovo Ordine Mondiale

A voi che siete appassionati di codice Nostradamus propongo un codice dello stesso genere, incredibilmente tratto dalla realtà attuale. Io stesso non credevo ai miei occhi man mano che risolvevo l’enigma.

E tutto scritto nel mio romanzo (in realtà è un saggio romanzato): Tu sei Pietro: Le radici del Nuovo Ordine Mondiale.

Troverete su Amazon sia la versione ebook che quella cartacea.

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Dallinizio dellesplosione della pandemia da Covid-19, siamo nuovamente bombardati con lo stesso slogan del siamo in guerra, col quale lumanità era già stata convinta, dopo lattentato alle torri gemelle dell11 settembre 2001, a cambiare comportamenti e stile di vita. Ma cosaveva di così speciale quella data? Cos’è che la rendeva unica, senza che gli investigatori se ne siano mai accorti? Qual è il filo rosso che unisce la tragedia di allora alla tragedia di oggi? Chi ha pianificato tutta una serie di eventi in modo che venga riprodotto, nellepoca attuale, un intero capitolo della Bibbia?

Due giovani intraprendenti si imbattono nella firma comune che ha sottoscritto gli avvenimenti più sconvolgenti della nostra epoca e si convincono che ognuno di essi è stato deliberatamente provocato per preparare l’umanità all’instaurazione di un nuovo ordine mondiale, del quale la Chiesa cattolica moderna diventa strumento di governo nelle mani dei cospiratori.

La narrazione, ancorché romanzata, si ispira a fatti e circostanze reali. Per la prima volta vengono divulgate informazioni incredibili e insospettabili la cui attendibilità potrà essere facilmente verificata.




giovedì 24 febbraio 2022

Tu sei Pietro... Le radici del Nuovo Ordine Mondiale

Come preannunciato qualche giorno fa, è in corso di pubblicazione il mio nuovo romanzo "Tu sei Pietro... Le radici del Nuovo Ordine Mondiale".

In questo romanzo, grazie a lunghe ricerche durate 20 (venti) anni, sono in grado di tracciare il percorso che ha quasi condotto a termine la realizzazione di un nuovo modello di governo del mondo. Quello che altri hanno chiamato "grande reset". Nello stesso romanzo rivelo segreti inediti, incredibili, che ci sono sempre stati taciuti. Mentre terminavo di scriverlo, davo per imminente lo scoppio di un conflitto. Sulle informazioni di allora, solo un paio di mesi fa, pensavo a un confronto con la Cina. Visti i nuovi sviluppi, ho dovuto aggiungere una nota alla premessa, che trascrivo di seguito. Potete già cominciare a farvi un'idea. Il libro sarà acquistabile su Amazon tra una settimana circa.

Integrazione alla nota dell’autore

Febbraio 2022. Questa nota è stata resa necessaria dall’incalzare degli eventi, sopravvenuti quando il libro era già pronto per la pubblicazione.

Leggerete, in appendice, che ho dedicato molti anni allo studio e alla documentazione prima di scrivere questo romanzo, ispirato a fatti reali. Gli eventi che inseguivo si succedevano a un ritmo talmente serrato da impedirmi di giungere a una conclusione definitiva. A un certo punto sono stato costretto a fingere che il mondo circostante si fosse fermato, concedendomi di porre un termine alla narrazione. Leggerete anche che, in qualche maniera, ero diventato perfino capace di completare idealmente il mosaico che ricomponeva, quasi fossero delle tessere, le azioni dei burattinai. Col trascorrere del tempo, vedevo il disegno in corso di formazione e intuivo quali caselle vuote dovevano essere ancora riempite.

Consapevole che la pausa che mi ero imposta non poteva che essere illusoria e che lo schema degli avvenimenti passati si era rivelato in una certa misura predefinito, nel capitolo XXX ho messo in bocca ai protagonisti le seguenti espressioni predittive:

…i loro predecessori se la sono cavata egregiamente per centinaia di anni e penso che anche loro abbiano dei piani diabolici per cavarsela. Preghiamo affinché, almeno, non ci trascinino in un conflitto armato con la Cina.

…Adesso ci sono i presupposti per un balzo in avanti. Speriamo che non finisca come nel 2001, con l’aggressione dell’Afghanistan, accusato di aver dato ospitalità a Osama Bin Laden, e dell’Iraq, accusato di detenere inesistenti armi di distruzione di massa.

Poi nel capitolo XXXI ho aggiunto:

…per definizione, o pregiudizio se volete, quella del grande reset non può che essere una soluzione satanica. Gli architetti di queste diavolerie non arretreranno di fronte a nulla pur di riprendere il controllo totale del mondo. Dovendosi battere contro il dragone cinese, sfodereranno ogni arma in loro possesso, incuranti dei danni che provocheranno.

Inoltrandovi nella lettura, capirete le ragioni che mi hanno spinto a temere una degenerazione della politica occidentale in un qualche tipo di impresa bellica. L’attuale confronto con la Russia, scoppiato a lavoro editoriale concluso, dimostra che i miei timori, più che essere frutto di qualche speculazione narrativa, scaturivano dalla consapevolezza che il modo di pensare e di agire dei burattinai è piuttosto prevedibile e indifferente ai costi da sostenere, quale che ne sia l’entità, per il raggiungimento dei loro diabolici obiettivi. In effetti, come sostengo nel capitolo XIV, un impulso accelerativo inarrestabile è stato impresso da almeno un ventennio alla corsa verso un governo unico mondiale.

 


mercoledì 16 febbraio 2022

Il Nuovo Ordine Mondiale

L’11 settembre 1990, l'allora presidente degli Stati Uniti, George Bush padre, davanti al Congresso riunito in sessione plenaria, ha affermato che la crisi del Golfo Persico offriva l’opportunità di creare un Nuovo Ordine Mondiale in cui tutte le nazioni del mondo potessero prosperare e vivere in armonia. 

Cosa c’entrava il nuovo ordine mondiale con la crisi del golfo non è chiaro; al massimo si sarebbe potuto auspicare un nuovo ordine nel Medio Oriente. Chiaro che quelle parole implicavano qualcosa di più impegnativo. Ma andiamo avanti. 


Undici anni dopo... badate, nuovamente 11 (anni)... l’11 settembre 2001 (terzo 11), due aerei colpiscono le torri gemelle, diciamo due costruzioni altissime a forma di 11 (quarto 11). Il primo degli aerei è l’American Airlines 11 (quinto 11).  

Ma quante coincidenze! E quella data, 11/9. Se leggiamo il verso 11, 9 della Bibbia (sesto 11), si parla di una “torre”, in particolare della torre di Babele. E l’intero capitolo 11 parla proprio del progetto di costruire un unico governo mondiale, finché non arriva il Signore a scombinare i piani. Se tutto questo vi sembra normale... 

 

Sempre quell’11 settembre, un altro aereo va a colpire il pentagono. E perché proprio il pentagono? Per mettere una firma. Una firma crittografata e inconfondibile. Ancora più incredibile della ricorrenza dell’11.  

Il bello, o il brutto, della questione è che tutti i grandi eventi successivi portano la stessa inconfondibile firma, fino alla crisi del Covid. E non finisce qui... semplicemente perché, una volta scoperto il meccanismo, si capisce bene che il quadro è ancora incompleto. 

 

Spiego tutto nel mio nuovo romanzo-verità “Tu sei Pietro – Le radici del nuovo ordine mondiale”, tra alcuni giorni su Amazon. 

lunedì 15 marzo 2021

Inizio e fine delle Centurie

 

Mauro (Flip), nel suo blog “La catena di Nostradamus”, propone di mettere in successione le due quartine I,1 e I,48 sulla base di un ragionamento che si avvale del numero chiave 118. Poi, se capisco bene, alla fine si pone la domanda se la I,48 è la seconda oppure l‘ultima della serie. Io credo di poter rispondere a questa domanda, anche se affronto la questione da un punto di vista diverso.

 A mio parere, la I,1 non è la prima quartina delle centurie (senza considerare la Legis cantio che fa sicuramente da preambolo) e la I, 48 non è né la seconda e né l’ultima. Però credo ugualmente che le due abbiano uno stretto collegamento.

Secondo me, la I,1 segna sì il punto di partenza di tutto, ma solo come punto di avvio della tavola di Leowitz. Intendo dire che è corretta la scoperta di Mauro secondo la quale tutte le centurie vanno poste sulla tabella partendo dalla casella di coordinate 3 (riga) e 14 (colonna); quella casella che lui stesso definisce “porta di ingresso”. Questa è una scoperta fondamentale che, tuttavia, non comporta automaticamente che la prima quartina ad entrare (cioè la I,1) sia anche la prima del riordinamento finale. Anzi, io sono convinto che la I,1 riguardi la descrizione dell’astrolabio di Nostradamus e, come tale, chissà dove è destinata a finire. 

Partiamo dal presupposto che, non di rado, Nostradamus ricorre a degli enigmi polivalenti. Soprattutto, è ormai una certezza acquisita che gli enigmi delle centurie trovino un parallelo nell’epistola a Enrico II e viceversa. E questo ritengo valga anche per il collegamento scoperto adesso da Mauro, che altro non sarebbe se non la soluzione dell’enigma dell’epistola secondo cui “le centurie iniziano il giorno 14/3/1557 e terminano con l’INIZIO del SETTIMO millennio profondamente CALCOLATO”. Enigma per il quale, a suo tempo, ho proposto una soluzione differente dalla sua.

Mauro sostiene che quel 14/3 sia la casella di ingresso delle centurie (colonna 14 e riga 3). Perfetto! Ci sono diversi elementi che lo confermano.

Però, le cifre della data 14/3/15(57) sono anche i corrispondenti numerici delle primissime lettere delle centurie: “A(1) – D(4)-C(3)-A(1)-E(5)”. Quindi, Nostradamus potrebbe aver voluto dire che le centurie iniziano con le lettere “AD CAE…”. E in effetti è così, perché le centurie iniziano con le parole “AD CAESAREM etc.”, che costituiscono l’indirizzamento della lettera al figlio Cesare.

Le stesse Centurie, secondo l’enigma, terminano all’inizio del settimo millennio profondamente calcolato. Ora, i quattro versi dell’ultima quartina, la centesima della decima centuria, INIZIANO con le lettere LLGL. Tenendo predente che alla “L” corrisponde il numero 10 e alla “G” il numero sette, possiamo “CALCOLARE” che 10x10x7x10 fanno esattamente 7000. Quindi, possiamo dedurre che, con il suo indovinello, Nostradamus ci abbia proposto la delimitazione reale delle centurie (dalle prime parole dell'epistola a Cesare fino all'ultima quartina), così come fa anche con l’indicazione dei libri originali, e con altri fattori di identificazione dell’opera. 

Adesso mi pare che alle stesse conclusioni si arrivi con la soluzione proposta da Mauro. Le centurie (in questo caso direttamente le quartine, visto che la tavola non contempla l’immissione delle epistole) iniziano con la casella 14/3 e terminano secondo quanto indicato nella quartina I,48, cioè nell’anno 7000 del secondo verso. 

Sept mil ans autre tiendra sa monarchie 

Resta aperta la questione di come identificare questi 7000 anni sulla tavola. La soluzione è semplice. Basta guardare esattamente all'interno della casella nella quale andrebbe a collocarsi la quartina X,100 nell’ordine “ATTUALE” delle centurie; quella che, nella tabella di Mauro, corrisponde alla casella di colonna 1 e riga 40. Guarda caso, qui troviamo il numero 6000 che, se indicasse degli anni, identificherebbe appunto il settimo millennio. Zero da 0 a 999 il primo millennio; da 1000 a 1999 il secondo; da 6000 a 6999 il settimo. Con la precisazione dell’epistola che si tratta “dell’inizio”, cioè 6000. Lì, con la X,100 terminano appunto le centurie, come dicono sia l’epistola che il quarto verso della I,48:           

Lors accomplir et (ter)mine ma prophetie 

Ripeto che, se la mia tesi è esatta, la soluzione da me proposta non c’entra nulla con la posizione che le quartine avranno nella disposizione finale. Sarebbe però la dimostrazione che i criteri adottati da Mauro sono corretti.

P.S.: prima ancora di verificare, non avevo alcun dubbio che nella casella di colonna 1 e riga 40 avrei trovato un riferimento al settimo millennio. Non poteva che essere così.

 


mercoledì 3 marzo 2021

Un passo avanti

Nel suo blog “La catena di Nostradamus”,  Mauro Vairani (Flip) ha recentemente pubblicato un paio di interessantissimi post sul tema della famigerata chiave di Nostradamus:

-    Giorni e ore di elezione 

-    Ingresso della tavola

Nella mia qualità di ricercatore della chiave di ordinamento delle quartine, quello di Mauro mi sembra il primo contributo serio che, in tanti anni, ho trovato in un oceano di letteratura nostradamica. Si tratta di un teorema che può essere confutato o condiviso, ma che certamente presenta dei solidi punti di argomentazione obiettiva.

Riepiloghiamo:

Mauro pone la "Legis Cantio" al primo posto tra le quartine. Non posso che essere d’accordo. Così come sono d’accordo sull’inversione tra la prima e la decima centuria. Ne parlavo nel mio post del 18/9/2018 “Ordine delle centurie”; la mia ipotesi trova ora un parallelo in un ragionamento diverso dal mio, che funge da conferma.

A prima vista, non mi è piaciuta l’estensione della tabella di incasellamento. Ogni nuova scoperta non può derogare ad alcuni punti fermi già acquisiti. E’ chiaro che sto parlando dal mio punto di osservazione, dal quale non posso ammettere deroghe a una tabella unica che soddisfi l’enigma dei tre fratelli dell’epistola a Enrico II. Ne ho già trattato diffusamente in passato e non mi dilungo; sono i numeri 1242 (numero delle lettere delle frasi latine), 1080 (numero delle caselle della tabella), 1350 (ultimo numero della tabella).

Aggiungo adesso che questa tabella, composta da 1080 caselle (942 quartine delle centurie + 138 presagi) va divisa in tre parti (cfr. quartine II, 69 e, forse, IX, 97). Del resto, non possiamo e non dobbiamo dimenticare che il lavoro “manuale” sulle effemeridi di Leowitz altro non è se non un’alternativa “artigianale” al lavoro effettuato da Nostradamus con l’utilizzo del suo equatorium, che ho rintracciato nel Museum of the History of Science di Oxford. Adesso non è possibile riprendere tutto il discorso, ma anche tale equatorium prevede “1080” indicatori, da elaborare attraverso il corretto puntamento degli indici dei tre epicicli da 360 gradi l’uno. Non si può prescindere dalla replica di questo criterio nella tabella.

 

 

Ho detto sopra che “a prima vista” non ho condiviso l’idea di ampliare la tabella. In effetti, il dissenso è solo apparente. Dopo le sue elaborazioni, Mauro finisce col disporre le quartine in 16 colonne (numerate da 0 a 15), di fatto utilizzando solo parte delle colonne della prima facciata della tabella (18 in tutto). La caselle che lui lascia vuote sono appunto le 138 nelle quali vanno inseriti i presagi. In tal modo si risolve il conflitto tra il suo punto di vista ed il mio.

 E qui arriva la sorpresa. Mauro fa decorrere le quartine dalla casella di colonna 14 e riga 3, per via della data del 14 marzo (1557), indicata da Nostradamus. Come noto, io interpreto questa data come una trasformazione cabalistica delle lettere “AD CAE… 14/3/15..”, con cui iniziano le centurie. Ma questo non esclude affatto anche la correttezza dell’interpretazione di Mauro alla quale, semmai, aggiungerei una convalida. Se consideriamo unica la tabella, come da me richiesto, la casella di Mauro è la cinquantesima contando per righe (18 prima riga + 18 seconda riga + 14 terza riga). Ebbene, dopo una serie di conteggi tuttora oscuri, nell’epistola a Enrico II Nostradamus afferma che il riordinamento avverrà a partire dal cinquantesimo grado. Questo aspetto, se condiviso da Mauro, metterebbe il sigillo definitivo alla sua tesi.

Riserve? Sarebbe strano se non ne avessi. Quella che mi “disturba” di più è la disattenzione per le “lettere” latine sulle quali Nostradamus insiste così tanto e intorno alle quali ruotano molti enigmi. Troverei singolare poterne fare a meno. Considero indispensabile che tutti gli enigmi, alla fine, abbiano una precisa collocazione nella chiave di decifrazione. Sono perciò convinto che, in un modo o in un altro, sia necessario trovare un procedimento integrato tra elaborazioni astronomiche (tabelle di Leowitz) e chiave letterale.

Mi sembra che, su questo aspetto, Nostradamus insista parecchio nell’epistola a Enrico II (oltre che in numerose quartine):

-         mais tant seulement selon les Sacrées Escriptures, et selon la foiblesse de mon ésprit, en mes calcutions Astronomiques

-         lequel tant par voye Astronomique, que par autres memes des sacrées écritures

-         que par regle de poesie, et la plus part composé et accordé à la calculation Astronomique

Resta il fatto che, con il lavoro di Mauro, un grosso passo avanti è stato sicuramente compiuto nel processo di ricerca dell’ordinamento delle quartine.