Tecniche di Nostradamus

lunedì 3 giugno 2013

Il senso delle parole

Andiamo al secondo verso della quartina:

Al capo dell’anno farà elezione

Che grandioso abbaglio! Non riesco a capire come possa essere venuta fuori una lettura[1] del genere, perfino da parte degli studiosi di madrelingua francese.


Il verbo del secondo verso è “feras”, cioè “farai”, e non può essere reso con “farà”. Eppure, condizionati dall’idea che il soggetto possa essere il “Clero romano” del primo verso, tutti gli interpreti hanno sempre considerato quel “feras” come “farà”. Inconcepibile! Inspiegable! Non ho parole!
Basterebbe questo solo indizio per capire che Nostradamus sta dando delle istruzioni al suo interlocutore, al quale si rivolge con il “tu”: tu farai.

Elezione: altra svista! Non si tratta di un’elezione mediante votazione, come si è sempre ritenuto (elezione di un Papa). “Eleggere” (da cui “élection”) viene dal latino “eligere”; il vocabolario latino traduce “eligere” con “strappar fuori, levare, togliere” oltre che con “scegliere” o, infine, con “eleggere” nel senso oggi maggiormente ricorrente.
Giusto per fare qualche esempio, non c’è riferimento ad alcuna votazione quando si parla di “popolo eletto” o di “elezione di domicilio”, ma solo espressione di una scelta.

Perciò, Nostradamus si sta rivolgendo al suo interprete dicendogli che egli dovrà “selezionare e togliere” (farai elezione) una quartina che si  trova all’estremità (au chef = al capo) di una centuria; tale è la “Legis cantio”, l’ultima della sesta centuria:

All’estremità tu sceglierai/toglierai

Che c’entra l’anno, allora? Ho già anticipato che la quartina X,91, che stiamo analizzando, è una quartina sofisticata, destinata solo a chi è avvezzo al “dizionario” di Nostradamus.

Il 4 marzo 2011, ben due anni fa, ho scritto che la parola “anno”, per Nostradamus, non significa realmente “anno” (cfr. “Anno 1792”). Per l’esattezza, ho scritto:

quando Nostradamus cita la parola "anno", questa va normalmente ignorata. Contrariamente a quello che si crede, le opere di Nostradamus non riportano alcuna data. Ogni apparente data nasconde qualcos'altro.

La parola “anno” è una specie di jolly, buono per tutte le stagioni.
Fino a poco tempo fa ritenevo che Nostradamus avesse creato un proprio dizionario, attribuendo ad alcune parole un significato diverso da quello letterale, creando delle parole “jolly”, utilizzando parole superflue. E’ un metodo ricorrente nei suoi scritti e ne ho dato spesso degli esempi.

Di recente ho scoperto che, dopo lo scisma di Avignone, Papa Clemente VII affidò a Gabriele Lavinde il compito di unificare i sistemi di cifratura. Nell’ambito del suo lavoro riorganizzativo, questo crittografo ha ideato il primo nomenclatore del quale si ha notizia, nel quale alcune parole vengono sostituite con quelle convenute, mentre altre hanno valore nullo.
Il manuale di Lavinde risale al 1379; questo autorizza a pensare che ad esso Nostradamus si sia ispirato nella predisposizione di quello che io ho sempre chiamato il suo “dizionario”.

Sintetizziamo gli ultimi 3 versi della quartina X,91:

Prendi la quartina all’estremità (di una centuria). E’ una quartina a doppia valenza, che va individuata e tolta dall’insieme (per essere aggregata alle frasi in latino). Nessuna quartina contiene tanti trucchi come questa.

All’estremità farai la tua scelta
Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia,
Giammai ci fu uno così astuto



[1] Uso il termine “lettura” per comprendere sia la traduzione dal francese che l’interpretazione in lingua originale.

venerdì 31 maggio 2013

Uscito dalla compagnia

Riprendo il concetto della relazione tra “Legis cantio” e chiave di ordinamento dei Presagi. Vista la complessità dell’argomento che stiamo affrontando, penso sia meglio qualche ridondanza piuttosto che qualche lacuna.

Come ho già scritto, il numero esatto dei Presagi è 138. Non è che io vi sia arrivato per caso, ma semplicemente seguendo le indicazioni dello stesso Nostradamus: un paio di esse sono indicate nei libri “Il vero codice di Nostradamus” e “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal”.

Se i Presagi sono 138, ci serve una chiave di ordinamento di uguale dimensione numerica. La “Legis cantio” è questa chiave, essendo in latino, come le altre chiavi di ordinamento, ed essendo stampata in corsivo, in contrapposizione a un titolo a caratteri normali: sono le stesse regole delle frasi in latino dell’epistola a Cesare. Una delle due versioni della “Legis cantio” è composta proprio da 138 caratteri.

Ricordate cosa ho scritto nel libro “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal”?

Il secondo si spingerà così avanti accompagnato dai Latini, che sarà fatta la seconda via tremante e furibonda al monte Iovis discendendo per salire ai Pirenei…

Per le ragioni lì esposte, questa frase, estratta dall’epistola a Enrico II di Francia, significava: salire a 1242 (lettere totali delle frasi in latino), scendere a 942 e risalire a 1080 (942 quartine delle Centurie + 138 Presagi).

La “Legis cantio” è una quartina delle Centurie: la VI,100 o 600. Nella sua funzione di chiave,  deve essere “prelevata dal gruppo” delle Centurie o, per usare le parole di Nostradamus, “esce dalla compagnia”.

Del resto, è proprio in questo senso che lo stesso Nostradamus usa il termine “compagnia” nella sua “Prognostication pour 1555”:

Nel ventre dell’animale saranno trovati i caratteri, le lettere missive di colui le cui cospirazioni saranno così oscure, che non ci si capirà nulla… la malizia della sua volontà non si potrà spiegare; tra i magistrati e altri superiori vi saranno chiacchiere… la grande compagnia sarà scoperta.

E’ piuttosto chiaro che si sta parlando dei “caratteri” alfabetici legati alle quartine oscure e incomprensibili, che danno luogo a discussioni interminabili tra gli interpreti. La compagnia, cioè l’insieme delle quartine, verrà alla fine portata alla luce nella sua vera natura.

Riepilogando:

Come le frasi in latino delle epistole forniscono le lettere necessarie a riordinare le quartine delle Centurie, le 138 lettere della “Legis cantio” sono la base di partenza del riordinamento delle quartine dei Presagi.

La “Legis cantio” è la quattordicesima frase in latino, in quanto fa seguito alle 13 frasi dell’epistola a Cesare (delle quali segue le caratteristiche grafiche) e viene prima delle frasi dell’epistola a Enrico II. Ricordiamoci la sua posizione, quattordicesima, perché quest’informazione ci servirà.

La “Legis cantio” è una quartina diversa dalle altre; proprio a questo profilo di diversità fa riferimento l’anomalia della X,91 (assenza di rima).

Si tratta di una quartina a due sfumature (d’un gris & noir) sia nella composizione (137 e 138 caratteri) che nelle funzioni (sia quartina che chiave di ordinamento).

Nessun’altra quartina contiene tante “astuzie” (qui onc ne fut si maling) come la “Legis cantio”.

La “Legis cantio” esce dal gruppo delle quartine (de la compagnie issu) per andare a ingrossare il gruppo delle frasi latine.

Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia,
Giammai ci fu uno così astuto

I pezzi stanno andando a posto, l’uno dopo l’altro.


mercoledì 29 maggio 2013

Le due sfumature

Nel post “Ruolo di cifratura della Legis Cantio” scrivevo che:

La "Legis Cantio", anzitutto, è essa stessa parte integrante della chiave complessiva di decifrazione. In secondo luogo, fornisce delle indicazioni sul corretto atteggiamento di lettura delle Centurie.

Facevo inoltre notare come ogni progressiva edizione delle Centurie racchiudesse una parte in latino:

le frasi in latino inserite nell’epistola a Cesare, nell’edizione Bonhomme del 1555 delle prime 353 quartine;
la “Legis Cantio” nell’edizione Du Rosne del 1557 a 642 quartine;
le frasi in latino inserite nell’epistola a Enrico II di Francia nelle edizioni complete del 1566 (P. Rigaud) e 1568 (B. Rigaud).

Perché Nostradamus ha sentito l’esigenza di questa componente latina in ogni edizione? In che maniera le tre parti si relazionano tra di loro?

Prima di rispondere a queste domande, riepiloghiamo quello che sappiamo sulla “Legis Cantio”:

1) Anzitutto è un invito a non cimentarsi con l’interpretazione delle profezie. Addirittura, assume la forma dell’invettiva contro i “critici inetti” e in tale significato viene unanimemente letta (cfr. “Contenuto della Legis Cantio”).
2) E’ un indiretto invito a ignorare i riferimenti astrologici (cfr. “Contenuto della Legis Cantio”).
3) E’ una sottolineatura dei riferimenti in latino; come ho scritto nel libro “L’anticristo di Nostradamus”, tra coloro che non debbono accostarsi ai suoi versi sono inclusi i "barbari", cioè coloro che non sono capaci di comprendere il vero significato delle frasi in latino. Del resto, essendo scritta in tale lingua, è essa stessa un diretto indizio sull’importanza delle frasi in latino.
4) Dal libro “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal” apprendiamo che la “Legis Cantio” svolge un ruolo di mediazione simile a quello di Tiphareth, in quanto partecipa sia della natura delle quartine che di quella di chiave di decifrazione.
5) Il suo titolo, nell’edizione “Antoine du Rosne” del 1557, è composto da 11 lettere maiuscole e 12 minuscole. Dal citato libro “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal” apprendiamo che questi numeri trovano una corrispondenza cabalistica sia nelle lettere M.N. (iniziali di Nostradamus) che nelle 23 coppie di cromosomi del DNA.
6) Sempre dal libro “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal” apprendiamo che, nell’edizione “Antoine du Rosne” del 1557, la “Legis Cantio” è composta da 137 lettere, numero gematrico della parola “Qabalah” che ci indirizza verso le tecniche di decifrazione; nell’edizione “Pierre Rigaud” del 1566 è composta da 138 lettere, numero del Messia, figlio di Kether, figura di Tiphareth, mediatore tra il il mondo delle idee (struttura organizzativa delle quartine) e il mondo della forma (messaggio segreto).
7) Stiamo ora postulando, analizzando la quartina X,91,  che la Legis Cantio, nella sua forma a 138 caratteri, faccia da chiave di ordinamento dei Presagi.

In relazione all’ultimo punto, e rispondendo alle domande che ci siamo posti sopra, appare evidente che Nostradamus ha voluto frazionare la sua chiave nelle tre edizioni, stimolando contemporaneamente l’interprete a interrogarsi sulle ragioni di questa presenza costante dei brani in latino.

Concludendo, possiamo senz’altro sintetizzare dicendo che, oltre ad essere una quartina che più di ogni altra nasconde dei segreti, delle astuzie (giammai ci fu qualcuno così astuto), la “Legis Cantio” presenta due formulazioni, a 137 ed a 138 caratteri; accanto a questa doppia struttura formale, essa svolge anche un doppio ruolo, essendo contemporaneamente quartina a tutti gli effetti e chiave di decifrazione.
Possiamo quindi affermare che essa assume due colori, due sfumature: il “grigio e nero” del terzo verso della quartina X,91 dalla quale siamo partiti.
Vedremo presto perché questo “grigio e nero” esce dalla Compagnia.

Di un grigio e nero…,
Giammai ci fu uno così astuto


lunedì 27 maggio 2013

Il più astuto

Nei miei libri e in questo blog abbiamo affrontato numerose volte l’argomento della “Legis cantio”, l’unica quartina scritta in latino, con un titolo anziché un numero d’ordine. Sappiamo anche che ne esistono due formulazioni valide: quella composta da 137 caratteri (titolo escluso), proposta dall’edizione Du Rosne delle Centurie (1557) e quella a 138 caratteri (titolo escluso), proposta dall’edizione Pierre Rigaud (1566). Le riporto di seguito:

A. Du Rosne (1557)

P. Rigaud (1566)

Traduzione
 Esecrazione contro critici inetti
Chi legge questi versi vi apporti attenta riflessione,
I profani e gli ignoranti non li tocchino,
Tutti; astrologi, stolti, barbari non vi si accostino,
Chi farà altrimenti sarà maledetto secondo sacro rito.

Cosa sappiamo di questa quartina? Perché è così diversa dalle altre? Perché è in latino? Racchiude un messaggio particolare?

Può sembrare strano, ma nessuno si è mai posto queste domande. Se qualcuno se le è poste, di fronte all’impossibilità di darvi risposta, ha preferito nascondere la testa sotto la sabbia. Tutti gli studiosi si sono limitati a sostenere che la quartina è semplicemente un’invettiva contro i cattivi interpreti; l’invettiva vale per “gli altri”, naturalmente, ad esclusione dell’interprete di turno che esprime tale giudizio.

Noi che siamo curiosi, invece, ci siamo posti molte domande ed abbiamo trovato molte risposte. Voglio far notare che queste “molte risposte” non sono alternative l’una all’altra; esse sono tutte contemporaneamente valide.
Di recente ho rivelato, portando anche qualche esempio, che Nostradamus possiede la straordinaria abilità di fornire soluzioni multiple a fronte di un unico enigma. Con la “Legis cantio” egli supera se stesso, sia in relazione al numero delle spiegazioni che in relazione alla loro complessità. Sulle stesse fondamenta, riesce a costruire dei castelli con struttura profondamente diversa l’uno dell’altra.
Queste funzioni multiple sono già state esaminate singolarmente in questo blog e nei miei libri. Per comodità, le riepilogherò nel prossimo post mostrando che, tra le altre quartine, “giammai nessuna ha contenuto tante astuzie come questa”, come la “Legis cantio”.

Ooppss… questo è proprio l’ultimo verso della quartina X,91 che, secondo la leggenda, vorrebbe un pontefice assai più malvagio di qualsiasi altro pontefice.


Giammai ci fu qualcuno così malvagio/astuto

Sorge quindi il sospetto che, in quella quartina, Nostradamus non intendesse parlare di un Papa, ma della “Legis cantio”. Dobbiamo verificare se anche i primi tre versi confermano il sospetto.

Con riferimento a “malvagio/astuto”, è da notare che la parola francese corretta sarebbe “malin”. Però Nostradamus non può usare questa forma, che spingerebbe l’interprete all’impiego del Notarikon per ottenere le sue iniziali “M.N.”, così come spiegato nel libro “L’Anticristo di Nostradamus”. Inoltre, come in tutti gli altri casi di storpiatura delle parole, egli vuole richiamare l’attenzione sul doppio significato di “malin” (sia maligno che astuto). Per questo aggiunge una “g”, trasformando la parola in “maling”.

Col significato di “maligno”, viene realizzato un collegamento con le quartine sull’anticristo, che inganna gli interpreti delle quartine; col significato di “astuto”, viene sottolineata la molteplicità dei ruoli della “Legis cantio”.


venerdì 24 maggio 2013

Quartina VI,100 o quartina 600


Nel brano intitolato “L’anno1609” ho scritto che la quartina X,91 fornisce la carta d’identità della chiave di ordinamento dei Presagi. Per l’esattezza, ho scritto:

La quartina X,91 mi dà ragione, perché  indica qual è la “frase latina” che fa da chiave ai Presagi; questa chiave è la “Legis Cantio“ (quartina 600, in latino), nella sua versione a 138 caratteri.

Le dimostrazioni che bisogna fornire sono quindi due: la quartina 600 è veramente una chiave di ordinamento; la quartina X,91 punta veramente alla quartina 600.
Nel corso dell’esposizione, queste due dimostrazioni si incroceranno e saranno trattate congiuntamente.

Per quanto riguarda il primo aspetto, ricordo che la base delle chiavi di ordinamento delle quartine è costituita dalle frasi in latino inserite nelle due epistole di Nostradamus; la loro caratteristica è costituita dai caratteri di stampa, diversi da quello del corpo delle epistole. La “Legis Cantio” rispetta questo principio, essendo scritta in corsivo dopo un titolo a caratteri normali.

Con riferimento al secondo aspetto, invece, ho fatto notare come la X,91, a differenza delle altre quartine, non rispetti metrica e rima. Già questa particolarità è talmente eccezionale da far venire alla mente un’altra quartina unica nel suo genere: proprio la “Legis Cantio”.
Questa singolarità, in sé, non prova alcunché; tuttavia, agli occhi del ricercatore, appare come un indizio da sottoporre ad approfondimento; il sospetto è che Nostradamus abbia voluto far scattare un’associazione mentale tra due quartine anomale.
C’è veramente un legame tra queste due quartine così speciali? E, se sì, quale?

Conosciamo già la risposta: la “Legis cantio” è la quartina VI,100 o 600, numero che appare al primo verso della X,91. Dobbiamo solo sviluppare il discorso.



mercoledì 22 maggio 2013

La vera X,91


Cerchiamo di capire il vero contenuto della quartina X,91 dando un’occhiata alla corretta traduzione.

Originale

 Traduzione errata
Il Clero Romano l’anno 1609,
Al capo dell’anno farà elezione
Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia,
Giammai ci fu uno così malvagio.

Traduzione corretta
Clero Romano l’anno mille sei cento E nove,
All’ESTREMITA’ (capo) dell’anno FARAI elezione (scelta)
Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia,
Giammai ci fu uno così ASTUTO.

Per aiutarci nella lettura, Nostradamus propone un vero e proprio modello che ripete anche in altre quartine, la più semplice delle quali è la VIII,71.
Ricordo che il modello è una struttura fissa che sta alla base di una teoria, per verificarne la replicabilità (e quindi attendibilità) con il cambio dei parametri. Vedremo in seguito che la quartina VIII,71 replica esattamente i contenuti della quartina X,91, rispettandone il modello.

VIII,71

Crescerà il numero così grande degli astronomi,
Cacciati, banditi e libri censurati,
L’anno mille sei cento & sette per sacra assembla
E a nessun sacramento saranno tollerati.

Se ricordate, nel post “La scelta” ho sostenuto che sono rare le quartine di struttura che possono essere spiegate senza far ricorso anche ad altre. La ragione è intuitiva: se una quartina contiene un frammento di chiave di decifrazione, tale frammento è di per sé informe; la sua forma e la sua funzione possono essere percepite solo quando esso viene inserito in un contesto più ampio.
La quartina X,91 fa parte di un gruppo piuttosto ampio. Noi ci limiteremo alle 4 quartine principali. Una è, appunto, la X,91; una quartina sorella è la VIII,71 riportata sopra. A queste si affiancano due quartine figlie: la I,9 (figlia della X,91)  e la I,7 (figlia della VIII,71).

A chi è interessato al codice suggerisco di seguire con la massima attenzione. Vi ho già detto che stiamo per affrontare un percorso piuttosto difficile, nel quale dovrete fare la vostra parte, richiamando alla memoria e ricollegando molti degli argomenti trattati in passato. Questa volta non avrete il pasto gratis. Io posso dare solo delle indicazioni, ma gli elementi sono tanti e la loro integrazione in una visione unitaria spetta a voi.
Non dimenticate che Nostradamus non parla mai in modo da farsi capire; anzi, parla sempre in modo da non farsi capire. Egli sa che solo chi è giunto alla fine del percorso non avrà difficoltà a penetrare il segreto di quartine come queste ed è a un tale tipo di interprete che si rivolge al secondo verso della X,91: “TU farai elezione”, “tu sceglierai”.

Cos’è che accomuna le due quartine X,91 e la VIII,71? La formulazione dell’anno!
“L’anno mille sei cento & …” seguito, rispettivamente, da “nove” (primo verso della X,91) e “sette” (terzo verso della VIII,71). Il punto critico, in entrambi i casi, è la data. E’ su questa che sono cascati tutti gli interpreti.

Se, come qualcuno sostiene, 1609 equivale a 2013, allora 1607 (due anni prima) dovrebbe equivalere a 2011. Perciò, chi sostiene che la quartina X,91 si riferisce all’elezione di Papa Francesco dovrebbe sentire l’obbligo di spiegare quali eventi del 2011 sono stati previsti nella quartina VIII,71.
Ignoriamo tutto questo, che ci porterebbe fuori strada.


lunedì 20 maggio 2013

Quartina X,91


Passiamo finalmente alla famosa quartina X,91, guardandola anzitutto con gli occhi di chi vi vede una profezia. Inizio perciò con  la traduzione proposta dagli altri interpreti, avvertendo che dovrà essere “pesantemente” rivista.


Il Clero Romano l’anno 1609,
Al capo dell’anno farà elezione
Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia,
Giammai ci fu qualcuno così malvagio.

Siamo di fronte a una delle più grandi manipolazioni delle quartine di Nostradamus. Vera e propria superficialità, ma anche grande dimostrazione di come Nostradamus si sappia prendere gioco dei suoi lettori.

Nessuno ha dubbi: “uscito dalla Compagnia” non può che essere un riferimento alla Compagnia di Gesù; non esiste traccia di interpretazioni alternative. Sono secoli che questa quartina viene incrociata con un Papa proveniente dai Gesuiti.
Ovviamente, prima o poi doveva statisticamente succedere: Francesco è uscito dai Gesuiti e pertanto la quartina è riferita a lui. Finalmente! E’ di lui che parla Nostradamus; da quel che leggo in giro, non viene neanche presa in considerazione la possibilità che si possa trattare di un altro Gesuita del futuro. Non sto dicendo che è così; sto solo mostrando con che tipo di “studiosi” abbiamo a che fare: nessuna analisi, nessun pensiero critico; 500 anni di errori non hanno insegnato nulla.

Se la provenienza dai Gesuiti è il punto fermo e indiscutibile, tutto il resto va opportunamente adattato a martellate. Infatti, ammesso che la profezia sia corretta, lo è solo al terzo verso; non ci vuole molto a capire che gli altri versi creano grossi problemi.

Non quadra il primo, che si riferisce al 1609; non quadra il secondo, che colloca l’elezione a capo d’anno; è prematuro qualsiasi giudizio sul quarto, che prevede un Papa così maligno da far apparire qualsiasi cattivo Papa del passato come una mammoletta.
Nulla di tutto questo importa. Il terzo verso è così preciso, ci dicono, che non possono sussistere dubbi. Eppure, anche se non conoscessi il codice, io ne avrei ugualmente tanti, di dubbi.

Infatti, anche ammesso che la quartina abbia carattere profetico, il verso parla di “un grigio e nero”: grigio di capelli, si sostiene, e nero perché proveniente dai Gesuiti, la cui veste è nera.
Ebbene, non vedo la particolarità della previsione. Tutti i Papi vengono eletti in veneranda età, quando i capelli cominciano a incanutire. Nostradamus non si spenderebbe certamente per segnalare una circostanza così ovvia, né si spenderebbe per “prevedere” che la veste dei Gesuiti è nera; non mi pare che quella degli altri sacerdoti sia rosa o gialla.
Qualcuno sostiene che il riferimento al “nero” è un indiretto richiamo al Generale dei Gesuiti, detto “Papa nero”. Però Papa Francesco, se a lui vogliamo riferire questa quartina, non è il Generale dei Gesuiti.
Mettiamola come ci pare: per secoli ci hanno spiegato che questa quartina prevede l’elezione di un Papa gesuita e Francesco lo è. Che altro può essere la Compagnia, se non la Compagnia di Gesù?
  
Il problema è che, di fronte a una tale convinzione incrollabile, si tenta di spiegare anche l’inspiegabile. Preferisco non fare nomi, ma non vi dico le contorsioni che vengono fatte da “autorevoli” studiosi per trasformare quel 1609 nel 2013: magia dei numeri!

E il “capo d’anno”? In questa arrampicata sugli specchi, vengono tirati in ballo il calendario pre-giuliano, non più in vigore sin dal 46 a.C., e il calendario ebraico. Se, per ipotesi, avesse fatto comodo il calendario cinese, allora è questo che si sarebbe scelto.

Per quanto infine riguarda il quarto verso, si fa presto a esprimere giudizi di malvagità che non possono essere ancora confutati.

In conclusione, tutti gli interpreti fanno a gara su chi la spara più grossa. Su quel 1609 è stato detto di tutto. Nessuno invece, neanche tra gli interpreti di lingua madre francese, si è accorto di tre illuminanti fattori fondamentali:

-   a differenza della altre, la quartina X,91 non rispetta metrica e rima (quest’anomalia, per la verità, è stata notata da Saint-Hilaire, nel suo “Ainsi parla Nostradamus”);
-   “feras” del secondo verso non si traduce con “farà”, ma “farai”. Su questo errore non esistono scusanti! Una tale svista è inconcepibile! Vedremo che, in effetti, non è il Clero romano ad eleggere qualcuno; si tratta invece di un invito rivolto all’interprete perché faccia una scelta, “un’elezione”, nell’ambito delle istruzioni che gli vengono fornite: “TU sceglierai…”;
-    il “maling” del quarto verso può essere inteso non solo come “malvagio”, ma anche come “astuto”, tenuto conto che entrambe le letture sono corrette.