Tecniche di Nostradamus

venerdì 19 settembre 2014

Vaticinia di Nostradamus (seguito)

Dimostrato l’errore di chi pensa che il primo foglio del manoscritto attribuisca a Nostradamus o al figlio Cesare la paternità dell’opera, passiamo all’attestazione contenuta nell’ultimo disegno[1], l’unico che riporti una parte testuale. Eccola:

Praedictiones hasce apocalypticas ab Anito Ephesio pictorum aetatis sue principe afflatu piissimi vatis Ab.is Ioachim expressas deinceps a colluvie, situ et temporis carie corruptas. Thomas Gruidius a S.to Ioannes exscripsit voto pp.m Patrum Cartusianorum atque restituit. A.S. 1343.



Ho cercato in rete. Nessuno ne parla, nessuno sembra saperne nulla. Mi domando in quanti, tra coloro che sostengono la provenienza nostradamica dei disegni, si siano presi la briga di dare personalmente un’occhiata agli originali; saprebbero che le riproduzioni in circolazione sono tutte incomplete, spesso relative a immagini estranee al manoscritto, non rispettose del loro corretto ordine di successione.

L’annotazione sopra riportata, sottoscritta da un certo Thomas Gruidius e datata 1343, fa riferimento a un tale Anito Efesio che, ispirandosi alle profezie apocalittiche dell’abate Gioacchino (da Fiore), avrebbe realizzato un manoscritto dal quale sarebbe stato copiato quello di cui ci occupiamo noi.
Evidentemente queste notizie contraddicono le supposizioni che secondo alcuni, sulla base del primo foglio, vedrebbero coinvolti Nostradamus e il figlio Cesare.

Ricordo che l’analisi chimica dell’inchiostro e dei colori ha permesso di far risalire l’opera ad un’epoca circoscritta tra il 1750 e il 1850; quella del 1343 è quindi una falsa datazione, fornita allo scopo di conferire un’apparenza di preziosità ai disegni. Quand’anche fosse corretta, a maggior ragione essa costituirebbe un elemento di esclusione della mano di Nostradamus, vissuto nel XVI secolo.

…segue…



[1] Fonte: Manus online – Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II – Roma.

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