Tecniche di Nostradamus

domenica 28 settembre 2014

Vaticinia di Nostradamus (seguito)

Passiamo adesso all’ultimo foglio del manoscritto, che smentisce la diffusa convinzione che esso sia stato donato al cardinale Barberini da Cesare, figlio di Nostradamus.
  

  Questo foglio contiene la nota riportata di seguito:

Candide Lector Ex […ad hindeae] Romanorum Pontificum Prophaetiae (ab Urbano VIII) emblematis [segue una parola illeggibile]. At praedecessorurum [?] jam multae iniuria temporum consumptae desunt hinc; ab aliis ad placitum effictae; hisce haud sorores, sed spuriae; neque afflatu divino, et enthusiasmo venerabilis abatis Joachimi; at ab oestro mendacij progenitae. Bono fruere parvo: Vale. Fr.ter Cinus Beroaldus ex Biblioth.ca Carthusiana. VI. Kal. Septembr. A. MDCXXIX Coratii.

(*) Cinus iste dono dedit Eminentissimo D. Card. Barberino, idque rogatus, et Rev.mi Abatis permissu.

(**) […] ab.tis venerabilis Ioachimi videtis scriptae a Domno Cer[…]s […] antiquo Abate […]pensi.

Tralasciando un’impossibile traduzione, compromessa da parole mancanti o illeggibili, da errori dell’autore e, quasi certamente, da una imprecisa trascrizione, concentriamoci su alcuni elementi chiave, in grado di gettare qualche bagliore di luce su un testo altrimenti oscuro.

La sottoscrizione di un certo frate Cinus Beroaldus dell’abbazia cistercense di Corazzo (Catanzaro), presso la quale Gioacchino da Fiore ricoprì la carica di abate dal 1177 al 1189, testimonia quantomeno la provenienza del dono fatto al cardinale Barberini, menzionato nella prima delle due note. Non si capisce bene di quale cardinale Barberini si tratti, dal momento che nel 1629, anno di datazione della lettera, ne esistevano tre: due di nome Antonio e uno di nome Francesco. Si deve escludere, contrariamente a quanto si legge in giro, che si possa trattare di Maffeo Barberini, già eletto papa nel 1623.
Altro elemento di rilievo è la stessa datazione. Poiché, sulla base dell’analisi dell’inchiostro e dei colori, le illustrazioni contenute nel manoscritto vengono fatte risalire a un arco di tempo compreso tra il 1750 ed il 1850, si possono formulare due ipotesi:

- il testo in esame si riferisce ad altri disegni;
- il foglio contiene false informazioni.

Quand’anche così non fosse la data del 1629 renderebbe l’ultimo foglio incompatibile con il primo che, come già sappiamo, è stato scritto dopo il 1689. Un’incongruenza che si aggiungerebbe a quella della differenza di contenuti e di calligrafia tra i due fogli.

…segue…

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