Tecniche di Nostradamus

venerdì 5 dicembre 2014

Rivelazioni pubbliche e private

Le apparizioni di Fatima e le prime testimonianze dei pastorelli, in quanto simili alle altre mariofanie storiche, non creano per un credente alcun problema di fede (Fatima I). L’unico elemento di novità è costituito dal miracolo del sole che, benché spiegabile per altre vie, contribuisce anch’esso alla credibilità dell’evento. Le ricostruzioni successive, invece, sono talmente ricche di contraddizioni ed assurdità, da rendere arduo ogni atteggiamento di fede (Fatima II).
Ai credenti si pone perciò un problema: è consentito tentennare su queste cose, accordando una fiducia parziale o negandola del tutto ed esprimendo critiche e giudizi su questioni apparentemente sacre, senza contravvenire ai propri doveri morali e religiosi di cristiano? Contrariamente a quanto possa sembrare, la risposta è: “Assolutamente sì”.

Quella di Fatima è una rivelazione privata, che non vincola i credenti. E' una questione che sfugge a molti e la cui importanza viene sottovalutata. Perfino scrittori (evito i nomi) che hanno le idee molto chiare sull’esistenza di un indimostrabile quarto segreto si scandalizzano su questo concetto basilare. Per tornare a una mia vecchia citazione, ci “spiegano” che Marte è fatto di groviera, ma non sanno cos’è la groviera.

Allora chiariamo le cose, perché solo la loro comprensione autorizza i credenti a dubitare.
I termini “rivelazione pubblica” e “rivelazione privata” sono una semplice convenzione, stabilita da secoli dalla Chiesa, per classificare i messaggi celesti. E’ evidente che, piaccia o meno, tutte le convenzioni terminologiche svolgono un ben preciso ruolo lessicale, che non può essere arbitrariamente alterato senza generare confusione. Immaginate se io invertissi i termini “frigorifero” e “forno a microonde”…

L’unica rivelazione pubblica è quella di Cristo, narrata nei Vangeli, ed ai credenti è fatto obbligo di prestarvi fede. Tutte le altre sono, per definizione, rivelazioni private, che possono (e, anzi, debbono) essere messe in discussione. La Chiesa a volte le riconosce, le considera degne di fede, ma permette ugualmente al credente di considerarle inattendibili per ragioni ben precise che espongo succintamente di seguito.
Nessun veggente può essere messo sullo stesso piano di Cristo, per quanto autorevoli possano essere le rivelazioni che egli dice di aver ricevuto. Solo Cristo è “la via, la verità e la vita”; sulla sua bocca non c’è errore o menzogna. Questo insegna la dottrina cristiana.
Non altrettanto si può dire dei vari veggenti: può esserci menzogna, allucinazione, distorsione, incapacità espressiva, manipolazione e chissà quant’altro. L’inganno, in buona o cattiva fede, non può mai essere escluso del tutto; perciò è legittimo, e anche doveroso, il dubbio nei loro confronti, senza che scatti alcun senso di colpa. Il cristiano ha l’obbligo di difendere la sua fede, evitando che si trasformi in superstizione. Perfino quando si sente ben disposto verso i vari mistici e veggenti, ha ugualmente l’obbligo di sottoporre le loro comunicazioni a un adeguato vaglio critico, evitando che la sua fede venga sopraffatta da quello che raccontano le varie Lucia di turno, per quanto sincere possano essere ritenute.
Non sono pochi quelli convinti che non credere alle apparizioni significa non credere alla Madonna.

Che assurdità! Eppure gli esempi di santi e veggenti in clamoroso errore abbondano nella storia. In questo blog ne abbiamo visti alcuni:

Santa Brigida racconta che Gesù le avrebbe detto di aver versato più di 30.000 gocce di sangue.
Santa Giovanna d’Arco sente le voci che la invitano a fare strage di nemici con la spada.
Santa Caterina da Siena si batte strenuamente per difendere il sadico e pluriomicida Urbano VI chiamando “anticristo” Clemente VII che, nello stesso tempo,  viene difeso da San Vincenzo Ferrer.
Santa Lutgarda racconta che Innocenzo III è stato condannato a stare in purgatorio fino al giorno del giudizio per non aver chinato il capo durante la recita del Credo. Evidentemente considera una bazzecola, non meritevole di punizione, il vergognoso sterminio dei catari voluto dallo stesso papa.
Vatti a fidare delle visioni di certi santi!

Tutto questo spiega la cautela, quando non proprio diffidenza, che la Chiesa ha da sempre mantenuto intorno alle visioni private e spiega anche le recenti parole di Papa Francesco a proposito di Medjugordje:

La Madonna è madre e ci ama tutti. Ma non è un capoufficio della posta, per inviare messaggi tutti i giorni. Queste novità allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo, allontanano dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di Dio. Gesù dice che il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione”.

Attenzione, perché in questo campo non esiste simmetria tra dubbio e verità, come potrebbe essere tra un secco credere e un altrettanto secco non credere: un dubbio motivato vale infinitamente di più di una verità che, nelle rivelazioni private, non si sa mai quanto possa essere fondata.
Premesso questo, passeremo presto ad esaminare i vari “segreti” e le varie “profezie” di Fatima.



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